Comunicato Stampa
Press Release

PARADISE LOST

Il Primo Padiglione Rom

APERTURA AL PUBBLICO: 10 giugno – 21 novembre 2007 Orario: 10.00 – 18.00 (chiuso il lunedì)

SEDE: Palazzo Pisani (S. Marina), Calle delle Erbe, Cannaregio 6103

ORGANIZZATORI: Roma Cultural Participation Project, Arts and Culture Network Program, Open Society Institute–Budapest

CURATORE: Tímea Junghaus

COMMISSARIO: Open Society Institute–Budapest

COMITATO SCIENTIFICO: Viktor Misiano, storico dell'arte, curatore e critico internazionale (I – RU)Thomas Acton, professore di studi rom, Università di Greenwich (GB) Barnabás Bencsik, curatore, direttore di ACAX | Agenzia per lo scambio di arte contemporanea (H) Dragan Klaic - studioso, analista culturale e scrittore nel campo della politica culturale europea (NL)Marketta Seppala – direttore della Fondazione Frame, commissario del padiglione nordico 2007 (FI) Katalin Székely, storico dell'arte, critico d'arte (H)

CON IL CONTRIBUTO DI: Fondazione culturale europea, Allianz Kulturstiftung

ARTISTI: Daniel Baker (GB), Tibor Balogh (H), Mihaela Ionela Cimpeanu (RO), Gabi Jimenez (F), András Kállai (H - BG), Damian Le Bas (GB), Delaine Le Bas (GB), Kiba Lumberg (FI), Omara (H), Marian Petre (RO), Nihad Nino Pušija (BO - D), Jenő André Raatzsch (H – D), Dusan Ristic (SRB – USA), István Szentandrássy (H)

ORGANIZZAZIONI SOSTENITRICI: Fondazione culturale europea,  Allianz Kulturstiftung

 

“Paradise Lost” è la prima mostra d'arte che, proponendo una selezione internazionale di artisti rom contemporanei, consente di apprezzare i talenti nel campo delle arti visive della più nutrita minoranza etnica europea. Gli artisti abbracciano e trasformano, negano e scompongono, contrastano e analizzano, sfidano e sovrascrivono gli stereotipi correnti in uno slancio intellettuale fiducioso, reinventando la tradizione rom e i suoi elementi come cultura contemporanea. I motivi archetipici conferiscono solidità all'impressione soggiacente, ma il risultato inaspettatamente suggerisce una nuova interpretazione creata dagli stessi artisti rom. L'identità alternativa che deriva da tale visione sottolinea i punti di forza dei rom: capacità di fusione, senso del glamour, humour e ironia, adattabilità, mobilità e transnazionalità. La volontà di opporsi agli attuali stereotipi e travisamenti per negarli e promuovere il contrario crea una dicotomia irrisolvibile, che si incarna in un'arte inevitabilmente pregna di dolente bellezza, paranoia, schizofrenia e sindromi post-traumatiche. Se la terra incognita degli zingari esotici è stata per l'Europa meta di evasione sin dal modernismo del XIX secolo, l'anelito di ricerca del paradiso ci ha forse abbandonati tutti?


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