Padiglione del Camerun

BIENNALE ARTE 2022 | Padiglione Camerun - The Time of the Chimerasalla 59. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia 

Il tempo delle Chimere

 

 

 

Prima partecipazione del Paese alla Biennale Arte, e la presenza degli NFT. Gli artisti camerunensi che dialogano con quelli internazionali nella mostra “Il Tempo delle Chimere”.

La grande crescita dell’arte africana viene celebrata e certificata con la prima storica partecipazione del Camerun alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia con un Padiglione ricco di arte, storia, cultura e impegno. E con una seconda novità assoluta per l’appuntamento, ossia il debutto degli NFT (Non Fungible Token), che verranno ospitati proprio nel padiglione del Camerun.

Il commissario Armand Abanda Maye è orgoglioso che il Camerun sia rappresentato per la prima volta all’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con un progetto ricchissimo e spettacolare, curato da Emmanuel Paul Loga Mahop e Sandro Orlandi Stagl.
“Il Tempo delle Chimere”, la mostra del Padiglione camerunense per la Biennale Arte 2022, si sviluppa in due sedi distinte: una “fisica”, in versione più tradizionale, allestita nel chiostro del Liceo Artistico Guggenheim, e un’altra “digitale”, a Palazzo Ca' Bernardo Molon. Quattro artisti del Camerun e quattro artisti internazionali “dialogano” tra loro sui sogni realizzabili e sulle utopie possibili: questo è il concetto base della mostra. Il titolo “Il Tempo delle Chimere” si ricollega direttamente a “Il latte dei sogni” titolo della 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. L’interpretazione del tema principale declinata dal Padiglione del Camerun affonda le sue radici tra presente e passato, tra realtà e mito.

Il Paese, che attualmente si sta impegnando per uscire dalle attuali divisioni e tensioni interne, sta vivendo allo stesso tempo un periodo fatto di spinte sempre più decise per partecipare in maniera attiva al progresso internazionale. E in questo contesto molti camerunesi espatriati (tra i quali ovviamente anche molti artisti), hanno conservato, pur integrandosi nei paesi in cui si sono insediati, la propria identità nazionale e africana. E i loro valori vanno al di là delle rivendicazioni postcoloniali, tendendo a ripristinare la propria cultura per metterla in relazione con tutte le altre.


Sandro Orlandi Stagl, uno dei curatori della mostra, spiega così la scelta del titolo della mostra: «Sempre più spinti da una forte responsabilità sociale, in questa direzione gli artisti ubbidendo al proprio istinto, si impegnano a realizzare i propri sogni impossibili, le proprie illusioni e ad adoperarsi per inseguire le proprie chimere. La fantasia di ognuno, che si manifesta attraverso la creatività, la visione e la perseveranza a evitare ogni compromesso, è la forza trainante con la quale riescono a trasformare i sogni irrealizzabili in realtà. La commistione tra fantasia e realtà riporta al significato e al valore del “mito”, con tutte le sue connotazioni simboliche. Ecco l'accostamento alla Chimera che da mostro fantastico della mitologia orientale, in seguito sviluppato da quella greca, secondo la quale era un animale che vomitava fiamme e il cui corpo era composto da tre animali, un leone, una capra e un serpente, alla fine sconfitto dall'eroe Bellerofonte, diventa nel corso dei secoli simbolo delle illusioni, delle ambizioni strane, delle fantasie azzardate, dei sogni irrealizzabili. Inseguire una Chimera rappresenta la volontà di modificare qualcosa della propria vita oltre che la stessa realtà. Combattere una Chimera indica l'abbandono dei propri istinti più bassi e un attento controllo della propria natura umana verso una condizione più elevata. L'artista, come l'eroe Bellerofonte, usa tutte le sue capacità e il suo impegno per sconfiggere i mostri che popolano la nostra realtà. La fantasia, è la sua arma vincente, essa non ha né padroni e né servitori, è libera, si muove senza confini, esplora lo spazio e viaggia nel tempo. L'artista può smuovere le montagne come le convinzioni più radicate, può deviare i fiumi come le credenze più diffuse, può contenere le acque dei mari come le pressioni mediatiche più influenti. Se poi alla fantasia si unisce lo stupore ecco che il senso del “mito” viene a compiersi e diventa ”l'archetipo” per ogni giudizio artistico».

La seconda grande novità, ossia la presenza degli NFT alla Biennale Arte, riguarda direttamente il Camerun in quanto, come accennato, la loro presenza avverrà proprio all’interno del Padiglione camerunense, con oltre venti artisti partecipanti provenienti da tutto il mondo.

I progetti e gli artisti

Il racconto dei singoli progetti è sintetico perché alcuni di essi saranno istallazioni site-specific, quindi la loro descrizione è al momento generica ed esplicativa delle idee sviluppate. La scelta dei curatori di presentare 4 artisti appartenenti al Movimento Arte Etica si sposa perfettamente con un generale atteggiamento di Responsabilità Sociale dell'arte, che è stato promosso nelle principali installazioni e in molti dei progetti NFT della location “digitale”.

  • Angéle Etoundi Essamba: sviluppa il tema dei legami che si creano tra le donne e la propria terra, ispirate alla storia della mitologia greca di Atena e Aracne, con impattanti fotografie colorate di donne africane che creano simbolici rapporti di relazione e di pace attraverso fili i cui colori hanno forti significati simbolici;
  • Francis Nathan Abiamba (Afran): prepara un'installazione originale site-specific legata al tema dell'influenza della comunicazione sugli individui, esplorando il mondo “allucinogeno” delle fake news con una suggestiva popolazione di funghi colorati nel chiostro del liceo Guggenheim; espone anche alcune tele;
  • Salifou Lindou: espone alcuni dipinti originali frutto dell'introspezione sul corpo umano e presenta un'installazione di bollitori africani dipinti, che rappresentano i focolai di guerra nel mondo, assieme a un'installazione con una fila di ventilatori che fanno sventolare nella stessa direzione un gruppo di bandiere inventate di diverse etnie del Camerun, simbolo delle culture mondiali, immaginando venti di pace anziché venti di guerra;
  • Justine Gaga: presenta un'installazione che riflette sui problemi che vive la società contemporanea, con un bosco di totem arricchiti da parole dalla forte simbologia valoriale, tutti sostenenti una bombola del gas vuota (quel gas da cucina che in Africa è ancora la principale fonte di energia delle case della maggior parte degli abitanti);
  • Jorge R. Pombo: riflette sul tema dei corpi e le loro metamorfosi e presenta 4 variazioni dell'opera di Leonardo da Vinci “Salvator Mundi”, la più pagata della storia, ma non la più iconica, rivista con una versione di Cristo africano di colore (“Se i cavalli avessero Dio e sapessero dipingere, lo dipingerebbero a forma di cavallo”, Friedrich Nietzsche) e le sue variazioni sfumate verso l'astratto, che porta all'essenza spirituale che ne resta;
  • Matteo Mezzadri: presenta un'installazione incentrata sul pozzo del chiostro, che trasforma l'acqua in un sogno. Un sogno di sopravvivenza per molti luoghi dell'Africa, un sogno di bellezza di certi paradisi cristallini, un tema attualissimo in virtù delle crisi idriche che ormai possono colpire ovunque sul pianeta; un'intera città di mattoni attorno a un muro nero che circonda, proteggendolo e opprimendolo allo stesso tempo, il pozzo del chiostro;
  • Shay Frisch: presenta installazioni elettrico/luminose legate alla visione di un mondo futuro immerso in un costante flusso onde elettromagnetiche e delle conseguenze fisico/emotive che le persone sentono in loro presenza, data la diffusione sempre più ampia, soprattutto nei paesi africani, delle comunicazioni attraverso la telefonia mobile; la sua installazione sarà ospitata nella sede NFT, facendo da trade union fra il mondo fisico e quello digitale, anche per la granularità delle sue suggestive installazioni create tutte con migliaia e migliaia di prese elettriche;
  • Umberto Mariani: prepara un'installazione di 28 opere ispirate al suo drappeggio che vengono appese alle 28 finestre del chiostro costruendo una metafora che, citando la protesta delle lenzuola bianche fatta in Sicilia, affronta il tema della corruzione nel mondo, così diffusa nei paesi africani a beneficio delle potenze occidentali che sfruttano le risorse del continente nero, ma troppo diffusa anche nei paesi occidentali, come cancro terribile e come ostacolo al libero mercato, allo sviluppo dei talenti e dei meriti delle persone;
  • Sede dedicata alle opere digitali NFT: il padiglione riflette sulla relazione fra individui e tecnologia analizzando questo nuovo mercato con una panoramica dei lavori di una selezione di artisti NFT conosciuti e internazionali, tutti presentati attraverso sistemi multimediali come schermi, proiettori, PC e installazioni. Ciascun progetto è frutto di una nuova visione del mondo NFT, dove la qualità dei lavori e dei concetti sviluppati è curato con grande attenzione, affinché ogni opera e ogni progetto sia profondo e interessante come lo sono già i progetti nel mondo “fisico”.

Elenco degli artisti partecipanti: Kevin Abosch, João Angelini, Marco Bertìn (Berxit), Cryptoart Driver, Lana Denina, Alberto Echegaray Guevara, Genesis People, Joachim Hildebrand, Meng Huang, Eduardo Kac, Gyula Kosice, Julio Le Parc, Marina Nuñez, Miguel Soler-Roig, Miguel Ángel Vidal, Burkhard von Harder, Gabe Weis, Clark Winter, Shavonne Wong, Wang Xing, Alessandro Zannier, ZZH. Per la prima volta, aiutati dai loro colleghi più esperti, nella sede digitale saranno ospitate anche le prime opere NFT realizzate dagli artisti africani e quelli internazionali che espongono le opere “fisiche”.

Si ringraziano GCA DAO, Origini, Danesi Spa, Opero Srl, Professional Link Srl e Pomilio Blumm per il supporto tecnico ed economico che ha consentito la realizzazione dell'intero progetto.