Italy - Marina Gavazzi

L’opera dal titolo His Holiness, che presento in questa sede, fa parte di un più grande progetto, Violence in the name of God, che denuncia i gravi misfatti compiuti nei secoli dalle tre grandi religioni monoteiste. Affrontare un progetto con un tema religioso nella complessità dei suoi eventi significa sprigionare verità nascoste dall’ipocrisia, di chi non vuole sapere, perché è più comodo ignorare. Il mio obiettivo racconta, attraverso i simboli religiosi, i percorsi dei fedeli, poi penetra, documentando la violenza, e infine racconta la mia rabbia, e come un’arma denuncia gli uomini che nel loro credo hanno legittimato tale violenza. Il mondo deve sapere che la verità esiste. Le mie fotografie dietro hanno un pensiero, un concetto legato a qualcosa che deve cambiare. L’immagine del fuoco, che la Chiesa riservava alle vittime dell’Inquisizione, inserita nella brutalità di ferri da ponteggio, quasi fosse una prigione, denuncia il vergognoso tentativo di insabbiamento, da parte dei più alti vertici del Vaticano, degli abusi sessuali sui minori da parte dei sacerdoti, in particolare negli Stati Uniti. Solo in questo paese, sin dagli anni 50, sono stati accertati più di 10.000 casi di violenze da parte di coloro che invece avrebbero dovuto occuparsi dell’educazione morale dei ragazzi. Ci sono prove inoppugnabili che sia Papa Giovanni Paolo II che l’attuale pontefice (tra l’altro citato in giudizio nel 2005 davanti al tribunale dalla Corte distrettuale della Contea di Harris nel Texas, dove fu accusato di ostruzione alla giustizia per l’epistola De delictis gravioribus; chiese ed ottenne l’immunità come Capo di Stato) erano a conoscenza di questi terribili reati sin dalla metà degli anni 80, ma scelsero di tacere per evitare scandali che potessero nuocere alla Chiesa. Fu solo nel 2008 che Benedetto XVI, durante un viaggio negli Stati Uniti, si è pubblicamente scusato per i gravissimi fatti. Rimane però il fatto che la quasi totalità dei sacerdoti colpevoli sono stati semplicemente spostati “in salvo” in altre diocesi, mentre le migliaia di loro innocenti vittime dovranno affrontare conseguenze psicologiche potenzialmente devastanti per il resto della loro vita.

 

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