Isola di Pasqua Cile
Bene Tuki Marco Nereo Rotelli Luciano Massari

 

Isola di Pasqua Project

a cura di Marco Nereo Rotelli

 

 

OMBELICO DEL MONDO

Capire il viaggio intrapreso da Marco Nereo Rotelli e Luciano Massari verso mondi lontani é un esercizio per re-interpretare la visione della vita. Così come hanno fatto i più antichi esploratori e tanti artisti da Paul Cezanne a René Magritte fino ai Padri della Beat Generation, il viaggio “separa” dalla realtà, in modo fisico e mentale che può permettere di “scoprire nuovi elementi” di comunicazione. Mondi lontani ma così simili a quella realtà che percorriamo tutti i giorni: le porte di casa, la strada, l’automobile, la Realtà che noi diamo per scontata ma che attraverso la visione artistica si adorna di luce, quella Luce che si cela in noi. L’opera dell’artista sta in questo: ascoltare gli altri, osservare l’evoluzione del tempo, aspettare e riconoscere l’opera totale: l’opera che contenga in sé tutta l’esperienza di una vita, e la sua poesia, la Poesia che unisce i popoli e che vuole la pace. I giorni passati nell’isola diventano per Rotelli e Massari sempre più intensi: il contatto con la popolazione Rapa-Nui e la loro terra, tutto ciò assume lentamente una forma definita, un’idea precisa eppure diversa sull’arte e le sue cariche  inesplose di energia e di verità. Il Moai, simbolo custode dell’isola di Pasqua si mostra agli occhi dell’artista come un elemento riproducibile per comunicare al mondo la magia che il messaggio originale contiene.  Enormi blocchi di pietra lavorata da mani esperte guidate dallo spirito, il Mana, plasmano la materia per svelare volti e corpi allungati, protesi verso il Sole. Forme modellate da forze superiori ma che hanno bisogno dell’uomo per mostrarsi. La storia si ripete e ancora una volta le Forze Spirituali chiedono all’uomo di scolpire la pietra per “illuminare” il cuore della gente. La genialità sta nell’intuizione: “muovere” l’uomo affinché erga nuovi Totem con materiali diversi, il marmo per esempio, in difesa della vita, quella vita che si sta appiattendo che tende a diventare scettica e automatica. L’idea dell’arte si allarga e si sposta in tutti le direzioni in cui la vita è in pericolo. Il Moai di marmo presentato alla mostra OPENASIA di Venezia vuole trasmettere questo messaggio di unione pacifica fra i popoli che vogliono mantenere vive le proprie tradizioni e credenze, e che hanno in comune: “Quella terra su cui tutti poggiano i piedi, quell’universo in cui tutti si perdono”.La scultura del Moai di marmo bianco è l’esercizio che l’uomo incondizionatamente compie con le stesse antiche regole spirituali che vogliono il Totem (Moai) simbolo dell’ascesa dell’uomo ma che mantiene le proprie radici ben salde nella cultura e nelle tradizioni. La presenza di Bene Tuki artista Rapa-Nui è in questo senso fondamentale perché ci insegna a rispettare il sapere originale e a partire da esso verso nuovi orizzonti di pensiero.

 ..:: Testo a cura di Igor Vaserely

 

..:: Si ringrazia: Cave Michelangelo e Fondazione MARENOSTRUM

 

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