Cina
Xiang Jing

Le sculture di Xiang Jing raffigurano donne, per la maggior parte adulte, fermando il fugace momento della consapevolezza. Alcune sono colte nello stupore della scoperta del proprio corpo. Alcune sono illuminate dalla liberazione fisica che apre anche il loro essere. Alcune possono essere considerate belle, alcune goffe; ma l’incontro ravvicinato con la banalità della presenza fisica rende banali anche questi giudizi. Le sculture ci portano dinanzi a qualcosa cui non possiamo sfuggire, ossia il confronto con le altre facce che ci fanno vedere noi stessi. Le sculture di Xiang Jing gettano uno sguardo intenso sulle persone e sulla loro effettiva realtà fisica, concentrandosi soprattutto sui momenti speciali che animano la fisicità. La frivolezza delle due ragazze, l’una che gioca con le dita dell’altra, pare dissolvere il peso della scultura in una risata leggera. La ragazza sorpresa dalla prima mestruazione e la ragazza stupita per il volume della sua gravidanza sperimentano entrambe nuovi sensi dell’essere che Xiang Jing cerca di condividere con il pubblico. E’ stato detto che la scultura è come musica cristallizzata e in questo senso si prende gioco del tempo, trasformando un singolo accordo nell’oggetto permanente di esame. Rappresentando in un singolo momento l’esperienza vissuta, l’artista è costantemente tentato di ampliare l’opera in una visione idealizzata. La tensione e il fascino del lavoro di Xiang Jing deriva dalla resistenza delicata contro questa tentazione di astrarre e di idealizzare, consentendo comunque all’opera di giocare con il momento cristallizzato e di dar senso alle valutazioni del pubblico. Vi sono elementi assimilabili all’arte della fotografica in queste sculture, in quanto danno una rappresentazione “reale” dei soggetti; e fermando dei momenti precisi, ci invitano a studiarli a nostro piacimento. La tradizione del realismo nell’arte cinese è nuova, ma attualmente esercita un’influenza dominante. E’ stata riconosciuta formalmente dalle accademie ufficiali negli anni ’20, e poi è stata rafforzata dalla tradizione sovietica del Realismo Sociale dopo il 1949. Per lungo tempo le immagini stereotipate del potere e la rappresentazione visuale degli ideali astratti hanno dominato l’arte della scultura, e questa influenza non è scomparsa del tutto. L’osservazione ravvicinata di Xiang Jing dei visi e dei corpi delle giovani donne, a partire dalla loro esperienza di crescita in un corpo incarnato, è un ritorno alle esperienze reali attraverso la figurazione rappresentativa. Le sculture sono a grandezza naturale, dipinte con gli abiti della vita quotidiana che sono normali per l’età del soggetto. Esse incontrano il pubblico come presenze di vita reale, e suscitano empatia attraverso la loro complessità sfumata di sensibilità umana. Non sono le classiche figure realistiche dell’arte europea del XIX secolo, quando la fisiognomica organizzava le figure umane in tipologie. Non sono il corpo socialista caricato di uno spirito ideale. Non sono la figura esistenziale che afferma la propria presenza nel mondo. Non sono il corpo di Foucault imprigionato nella disciplina sociale. Sono corpi nell’atto della scoperta e della conoscenza di se stessi attraverso le esperienze corporee. Per le figure di Xiang Jing la consapevolezza dell’essere non è determinato da uno spirito che alberga dentro o fuori dal corpo, ma esse sono consapevoli per il fatto stesso di essere nel mondo. Xiang Jing ha portato la tradizione del realismo a parlare per una nuova generazione; questa generazione esplora il mondo con una lieve memoria del bagaglio ideologico che appesantiva gli artisti fino a soltanto dieci anni fa. Le sculture di Xiang Jing rendono meglio in gruppo, in quanto sono esseri sociali, che interagiscono attraverso la presenza fisica. Come inedite fotografie istantanee, le sculture rivelano momenti esposti in vite che altrimenti rimarrebbero nascoste, ricordandoci della fragilità delle creature corporee che affrontano un viaggio nel mondo sconosciuto.

Curatore Chang Tsong-zung

Presentato da Visual Culture Research Center, China Academy of Art 

Con il sostegno di Hanart T Z Gallery 

Con il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese


 

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