India
Bharti Kher

 

"Realizzando alcune opere, nel corso degli anni, ho avuto l’impressione di non riuscire ad afferrare il filo che collegava l’insieme… poi, in un giorno di particolare ottimismo, ho pensato che il mondo fosse un luogo positivo, dove tutte le cose coesistevano in maniera caotica e sgraziata mentre la vita avanzava, per cui talvolta si poteva anche perdere il filo. Nel mio lavoro non posso dire di avere realmente una strategia predefinita.

 

Forse dovremmo vedere meglio le cose, dovremmo analizzare più approfonditamente, ma sempre al ritmo che ci è proprio, le cose che ci rendono speciali. Le nostre abitudini e il nostro vissuto, insieme, creano un terzo rapporto più complesso… il connubio tra idee e credo, che sfocia nella domesticità della fede e dell’amore. Ogni giorno, in un enorme subcontinente, le donne compiono un spettacolare rituale di limpidezza concettuale e coraggiosa consuetudine. Per aprire il bindi, un terzo occhio metaforico, e quotidianamente vedere meglio il mondo o comprendere un po’ più chiaramente, catturandole con freschezza attraverso uno sguardo vergine, le cose che incontriamo. Divino e domestico continuano a camminare di pari passo, contrapponendosi e, al tempo stesso, sostenendosi reciprocamente… senza vergogna in uno spirito di accettazione… rinunciando, conquistiamo la libertà… non rinunciando, nulla è perduto, perché esiste la salvezza".

 

Tratto da Made by Indians, ed. Galerie Enrico Navarra, Parigi, 2007

 

 

Curatore / Testo a cura dell'Artista

 

Courtesy of Galerie Enrico Navarra

 

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