Giappone
Kyoji Nagatani

La scultura di Kyoji Nagatani fiorisce artisticamente e culturalmente, in due mondi, est e verso ovest e dalla loro opposizione e interazione si genera qualcosa dalla sensualità unica e fragile. Dal suo paese d'origine, il Giappone, riceve una squisita poetica della forma compatta come un haiku. Questo aspetto della sua espressività incoraggia associazioni di intimità e di discorso soggettivo. Ha deciso di vivere nell'ovest, dall'altra parte del mondo. Si è nutrito degli elementi più rischiosi e più dinamici: contrasti sorprendenti di grossolanità e raffinatezza e, a volte, con l'ambizione alla moda di una forma monumentale modulata da una vera tradizione italiana di dettagli finemente formati in fusioni di bronzo lucidissime che ricordano i passaggi più eleganti delle grandi sculture di Arnaldo Pomodoro. Diversamente da Pomodoro, tuttavia, Nagatani non fa il tentativo di abbracciare visivamente o filosoficamente le forme di macchine o di tecnologia moderna in quanto tali. Alla radice delle sue forme avvertiamo piuttosto la presenza profonda e calma del paesaggio naturale e di una natura poetica.

Testo a cura di Sam Hunter


 

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