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OPEN18 - young artists

 

OPEN 18: laboratorio d'arte per bambini

Dopo il successo dello scorso anno, la National Taiwan University of Arts presenta ad OPEN la seconda edizione del LABORATORIO DI PITTURA CALLIGRAFICA.

Il workshop è rivolto a bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni. Un’occasione di scambio tra bambini Taiwanesi e Veneziani per imparare e sperimentare le tecniche calligrafiche.


Presso la Sala Tiepolo all'Hilton Molino Stucky
31 Agosto
1 e 2 Settembre 
dalle 14 alle 16

 

 


 

PREMIO SPECIALE ALLA CARRIERA A MARCO NEREO ROTELLI

NELL’AMBITO DI OPEN 18. ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE DI SCULTURE ED INSTALLAZIONI

A cura di Paolo De Grandis

 

LUCE DI VENEZIA

 

Installazione luminosa di Marco Nereo Rotelli

con Musica di Paolo Fresu

Performance teatrale di Sabina Borelli e Anna Laura Penna 

Direzione artistica Manon Comerio 

Organizzazione Elena Lombardi, Margherita Zambelli, Filippo Cavalli | Art Project

3 SETTEMBRE dalle ore 20.00, MOLINO STUCKY HILTON, Giudecca 810, Venezia

 

Marco Nereo Rotelli torna a Venezia con l’installazione luminosa LUCE DI VENEZIA che sarà realizzata al Molino Stucky Hilton la notte del 3 settembre come evento speciale di OPEN 18. Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni.

L’opera si preannuncia come evento unico nel ricco panorama del settembre veneziano e sarà presentata in conferenza stampa nelle prestigiose sale del Molino Stucky il 3 settembre alle ore 18.30, alla presenza del Presidente di PDG Arte Communications Paolo De Grandis, di Pietro Negra, Presidente di Pinko, sponsor dell’evento, e della direttrice artistica dell’installazione Manon Comerio, che, nell’introduzione all’opera, ricorda che la macchina spettacolare di Rotelli trae origine dalla grande tradizione italiana rinascimentale delle “feste di luce”.

Rotelli prosegue e rinnova questo antico sapere, spostando l’asse dalla festa alla composizione delle arti, organizzando così un vero incontro tra la gente, l’arte, il teatro, la musica, la poesia. Questa capacità di “unire le arti” è valsa a Rotelli il Premio Speciale alla carriera, con cui, in occasione della diciottesima edizione di OPEN, l’ideatore e curatore Paolo De Grandis, premierà Marco Nereo Rotelli. Un riconoscimento alla carriera, alla sua creatività pionieristica e al notevole contributo artistico ad OPEN nel 2004, 2006, 2007 e 2013; riflessioni poetiche sull’uomo e sulla sua necessità di identità attraverso i libri di pietra, gli acciai fino alla grande installazione luminosa che sarà presentata in anteprima quest’anno all’Hilton Molino Stucky.

Nell’annuncio del prestigioso premio si associa Elmo e Montegrappa Srl, che ha voluto dimostrare la stima per la ricerca dell’ artista in difesa della scrittura, donando la preziosa Ducale Montegrappa come premio, penna che segnò la nascita dell'haute de gamme fra gli strumenti di scrittura Elmo – il nome originale di Montegrappa - e che trae il suo nome dal famoso palazzo dei Dogi, o Palazzo Ducale, uno dei simboli di Venezia e capolavoro dell'architettura gotica che incarna l'essenza della cultura e della tradizione veneziane.

Luce di Venezia, sarà sostenuta dalla prestigiosa azienda Pinko, il presidente Pietro Negra ricorda chearte e cultura sono argomenti cui teniamo in particolar modo e siamo dunque onorati di sostenere questo evento ospite in una delle città più belle e culturali del mondo quale Venezia”.

 

Pinko, azienda leader nel campo della moda, giovane e in continua metamorfosi, sostiene con questo evento l’idea di un incontro tra le arti e le persone. Questa prerogativa, riconosciuta da Gillo Dorfles all’opera di Rotelli, assume un significato speciale proprio nella filosofia Pinko: significa guardare sempre con occhi nuovi e mente fresca il mondo che ci circonda, guardare con mente aperta allo stupore, all’emozione, alla gioia di vivere.

Con Luce di Venezia Marco Nereo Rotelli prosegue un itinerario che lo ha visto protagonista nelle capitali di tutto il mondo, con installazioni a Parigi, a Santiago de Compostela, in Messico, a Chicago e in Cina.

A Venezia con le musiche di Paolo Fresu e l’intervento di due giovani promesse del teatro italiano, Sabina Borelli e Anna Laura Penna, Rotelli punta ad una dimensione ulteriore, onirica e totalizzante. Con la performance E la parola va le giovanissime attrici seguono il filo luminoso tracciato da Rotelli tra le arti creando un omaggio a Fellini attraverso la parola che Andrea Zanzotto compose per il film E la nave va.

Si delinea un immaginario assai evocativo, se pensiamo al Molino Stucky nel contesto veneziano come una magica nave, finalmente non invasiva, ma altamente poetica, che per una notte si trasformerà in una pagina di poesia luminosa.

Rotelli ha voluto ringraziare i poeti che da sempre sono parte integrante della sua opera e il gruppo Art Project, formato dagli architetti Elena Lombardi, Filippo Cavalli, Margherita Zambelli, che materialmente seguono ogni fase della sua opera.

Venezia - Punta della Dogana, si decide entro l'anno

Alle 15 di ieri, negli uffici dell'assessorato al Patrimonio, la commissione giudicatrice per il concorso di Punta della Dogana ha aperto le buste con le offerte dei due contendenti in gara: da un lato Palazzo Grassi di monsieur François Pinault, che corre da solo forte della sua collezione d'arte e del suo denaro, dall'altro la cordata che, sotto l'ombrello della Regione, vede alleata la Fondazione Guggenheim e la società promotrice di eventi culturali Munus del finanziare trentino Alberto Rigotti.

La commissione non si è data una scadenza per decidere quale dei due avversari sarà incaricato di creare alla Salute un Centro d'Arte contemporanea, e dopo la fase pubblica di ieri ha intenzione di lavorare nella più rigorosa riservatezza. Potrà volerci qualche settimana come anche qualche mese, dato che gli elementi che devono caratterizzare le offerte ai fini dell'attribuzione del punteggio attengono alla sfera della più grande discrezionalità, proprio perché fondata su valutazioni di tipo estetico e culturale. In ogni caso, entro l'anno la scelta verrà compiuta.

Tre, le voci che attribuiscono punteggio: la qualità della collezione d'arte che il proponente metterà a disposizione del Centro (fino a 50 punti), la statura internazionale dell'architetto al quale verrà affidato il progetto di restauro di Punta della Dogana, che il proponente dovrà garantire a sue spese (fino a 40 punti), il progetto complessivo, che deve vedere il Centro interagire con le grandi realtà culturali di Venezia (fino a 10 punti).

Migliore la collezione di Pinault o quella della Salomon Guggenheim? Più noto l'architetto giapponese Tadao Ando, proposto da Palazzo Grassi, o l'irachena Zaha Hadid, indicata dalla Guggenheim? Meglio il primo, capofila del minimalismo rispettoso delle preesistenze storiche, o la seconda, famosa per il coraggio con il quale cala in ogni contesto dei segni architettonici forti? E fin banale dire che la scelta non potrà che essere soggettiva, ma comunque sostenuta da forti argomentazioni, e per questo la giunta ha affiancato alla commissione giudicatrice un comitato tecnico - scientifico chiamato a valutare questi aspetti.

È presieduto da Achille Bonito Oliva, docente di Storia dell'Arte contemporanea alla Facoltà di Architettura dell'Università 'La Sapienza' di Roma, ed è composto da Giuseppina Dal Canton, professore associato alla cattedra di Storia dell'Arte contemporanea della Facoltà di Lettere e Filosofia di Ca' Foscari, e da Carlo Magnani, preside della Facoltà di Architettura dello Iuav.

Ieri la commissione, presieduta da Luigi Bassetto, direttore Patrimonio del Comune, e composta da Bruno Fimmanò, direttore degli Affari Generali dell'Agenzia del Demanio, e da Manuel Cattani, dirigente della Direzione Progettazione e esecuzione lavori del Comune, ha aperto i plichi alla presenza del segretario, Enrico Muffato (funzionario della Direzione Patrimonio) e dei rappresentanti delle due cordate, limitandosi a verificare che la documentazione rispondesse alle richieste del bando. Da oggi comincerà la valutazione di merito.

In serata il presidente della giunta regionale, Giancarlo Galan, ha fatto pervenire in redazione la seguente dichiarazione, ripetuta per tre volte: «Ho molta fiducia nella correttezza della commissione giudicatrice del Comune di Venezia».

Articolo da Il Gazzettino, 6 agosto 2015

 

Open, il ritorno dell'arte all'aperto

 

di Lorenzo Mayer

 

 

 

Fondaco dell'Arte, già Fondaco Marcello

Palazzo fantasma

Una superficie specchiante sul Canal Grande. E l'intervento a sorpresa progettato da Eduardo Souto de Moura per il Padiglione portoghese dell'ultima Biennale. Un'architettura invisibile che celebra l'incontro fra passato e futuro. Uno scorcio del Canal Grande. Sul lato opposto alla fermata del vaporetto S. Toma si nota la facciata specchiante del Padiglione portoghese disegnata da Eduardo Souto de Moura

 

Fondaco dell'Arte già Fondaco Marcello per informazioni info@artecommunications.com +39 041 526 4546

 

 

Fondaco dell'Arte, già Fondaco Marcello

 

Altro che città morta. Mai come negli ultimi mesi la Serenissima è lo scenario della grande architettura. A partire dall'ultimo discusso progetto del ponte della stazione Santa Lucia, firmato Santiago Calatrava (Case da Abitare 121, ottobre 2008), fino all'edifìcio - installazione disegnato dai portoghesi Eduardo Souto de Moura e Angelo de Sousa per l'ultima Biennale Out There Architecture BeyondBuilding (www.labiennale.org, fino al 23 novembre), entrambi sul Canai Grande. Agli appassionati consigliamo di parcheggiare  l'auto in Piazzale Roma per attraversare il ponte-gioiello e sostare alla prima fermata del vaporetto in dirczione San Marco. A metà del percorso, altezza S. Toma, suggeriamo di girarsi verso destra. L'effetto sorpresa è assicurato nel

constatare che uno degli sfondi architettonici più famosi del mondo sia privo di un edifìcio. Il trucco c'è una parete specchiante venti metri per diciotto è stata posizionata strategicamente da Souto de Moura tra Fondaco Marcelle, sede del Padiglione portoghese, e il Canale. Le interpretazioni

sono infinite edifìcio fantasma, architettura perduta. Ma anche eliminazione del passato e trionfo del contemporaneo.

Oppure coesistenza tra antico e moderno basti pensare che l'edificio esistente rimane accessibile, luogo dell'installazione, altrettanto specchiante, di Angelo de Sousa. Un'opera caleidoscopica che moltiplica l'immagine di ogni visitatore. E ripropone l'effetto spiazzante già anticipato dall'involucro dell'edifìcio.

www.artecommunications.com

www.dgartes.ptouthere photogallery su www.atcasa.it

Filippo Romeo

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