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Terzo rapporto sulla produzione culturale veneziana

1677 giorni di arte nel 2005: Arte Communications

è fra i grandi produttori di eventi culturali

 

 

Quando la qualità del proprio impegno viene tradotta in termini quantitativi sembra quasi acquisire il carattere dell’indiscutibilità.

E’ quanto è accaduto ad Arte Communications in relazione all’ultimo rapporto sul “La produzione culturale a Venezia”, la pubblicazione dell’Osservatorio promosso annualmente dalla Fondazione Venezia, che censisce gli eventi culturali (tipologia e dimensione, localizzazione e settore di specializzazione, produttori e fruitori) organizzati nell’arco dell’anno precedente a Venezia e nei più importanti centri della provincia.

Da quest’anno infatti la Società di Cultura fondata da Paolo De Grandis negli anni Ottanta conquista una posizione di rilievo fra i “Grandi produttori di eventi culturali”, con un volume di attività di 13 manifestazioni organizzate nell’arco del 2005, per un totale di 1677 giornate evento. Accanto al Comune di Venezia e ai Musei Civici Veneziani, alle Fondazioni La Biennale, Querini Stampalia e Bevilacqua la Masa (che la precedono immediatamente nelle tabelle quantitative del rapporto), Arte Communications si qualifica dunque come il più attivo organizzatore privato veneziano nel settore Arti Visive.

Davvero un bel traguardo per il team di Arte Communications, da cui trarre rinnovato entusiasmo per affrontare nuove e stimolanti sfide al servizio dell’arte e della cultura internazionali, e quindi della società civile contemporanea.

 

 

 

Biennale Architettura
Fonte: La Biennale

.Biennale Architettura...10. Mostra Internazionale di Architettura...Venezia, settembre-novembre 2006...

 

Il progetto della 10. Mostra Internazionale di Architettura 

Il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto da Davide Croff, si è riunito il 4 agosto 2005 a Palazzo Querini Dubois e ha scelto e approvato il progetto della 10. Mostra Internazionale di Architettura, insieme al direttore e ai curatori a cui ne sarà affidata la realizzazione.

 Come già avvenuto per il progetto triennale 2005/2007 di Arti Visive, anche per il Settore Architettura la Biennale di Venezia conferma la decisione di assumere direttamente la responsabilità delle scelte tematiche delle proprie manifestazioni, chiamando quindi i maggiori specialisti di quel tema a declinarne e interpretarne gli indirizzi. Per quanto riguarda la Mostra Internazionale di Architettura, la Biennale individua in questa manifestazione e in questa disciplina la possibilità di confermare il proprio compito non solo espositivo, ma di elaborazione di proposte e indirizzi da offrire quali strumenti per innovative prassi operative sui territori e nei contesti urbani nazionali e internazionali.

La Biennale ha deciso di dedicare alle meta-città il tema della 10. Mostra. I cambiamenti nella morfologia fisica e sociale delle città permettono oggi di delineare i tratti di un nuovo insediamento civile: la meta-città, insediamento che supera la forma e la concezione tradizionale delle città, che ormai eccedono i confini tradizionali, determinando nuove problematiche e necessità riguardo la loro governance, e subendo profonde trasformazioni nella composizione della loro popolazione, così come nei modi del lavoro. La 10. Mostra Internazionale di Architettura affronterà questi temi per giungere, alla sua conclusione, a formulare un documento di indirizzi, offerto a chi abbia responsabilità di progettazione e di governance sui sistemi urbani e territoriali.

 I temi si svilupperanno attraverso quattro  distinti e complementari momenti:

 - la Mostra Internazionale, incentrata sulle trasformazioni delle città e dei territori sul pianeta, che sarà diretta da Richard Burdett (Gran Bretagna), docente di architettura e urbanesimo presso la London School of Economics, in questo momento uno dei maggiori esperti mondiali di tali tematiche;

- il Padiglione Italiano (per la prima volta nella sua storia la Biennale inaugurerà un Padiglione esclusivamente dedicato alla valorizzazione dell’architettura contemporanea italiana, nel complesso dell’Arsenale, alle Tese delle Vergini, per una superficie di 1.000 mq), che ospiterà una mostra incentrata sulle trasformazioni dei nostri territori e delle nostre città, nella prospettiva peculiare italiana di rapporto tra contemporaneità e conservazione, tra paesaggio storico e nuovi scenari.

La Mostra del Padiglione Italiano è una iniziativa congiunta della Biennale di Venezia e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali – DARC, che insieme nomineranno nelle prossime settimane la direzione a cui sarà affidata questa prima mostra nazionale;

-          una sezione che descriverà le trasformazioni che si stanno realizzando o si stanno progettando nelle regioni del Sud Italia, a cura Claudio D’Amato Guerrieri (Italia);

-           - una sezione incentrata su modelli di trasformazioni urbane e territoriali internazionali che (anche in questo caso per la prima volta nella storia della Biennale) sarà realizzata in una città del Sud Italia, e che sarà allestita contestualmente all’apertura degli spazi veneziani, rappresentando una inedita sezione solo geograficamente distante dalle altre tre, a cura di Rinio Bruttomesso (Italia).

 Le due sezioni che avranno una come tema, l’altra come sede le regioni del Sud Italia, fa parte della nuova edizione del progetto “Sensi contemporanei” con cui la Biennale, il Ministero dell’Economia – Dipartimento per le Politiche di Sviluppo, e il Ministero dei Beni Culturali, hanno già dallo scorso anno inaugurato un programma di promozione e valorizzazione dell’arte e dell’architettura contemporanea nelle regioni del Sud Italia;

Note biografiche

Richard Burdett (Gran Bretagna) è nato a Londra nel 1956. Docente di Architettura e Urbanesimo alla London School of Economics, è fondatore e direttore presso la stessa Scuola del “Cities Programme”, un centro di ricerca e insegnamento che esplora le relazioni fra architettura, design urbano e società. Ha più di 20 anni di esperienza nell’organizzazione di esposizioni e concorsi di architettura, coinvolgendo enti pubblici e privati, e nel comunicare l’architettura ai media e al pubblico. E’ consulente per l’architettura presso il Municipio di Londra, membro dell’Authority per l’architettura della Grande Londra, e del Comitato di qualità dei siti della città di Barcellona. Esperto in design e politiche urbane, Burdett è membro della task force del Governo britannico per la politica urbana. E anche direttore del progetto internazionale  “Urban Age”, un ciclo di eventi che coinvolge esperti di vari settori e che si svolge in sei città globali come New York, Shangai, Londra, Mexico City, Johannesburg e Venezia, quale tappa conclusiva del tour di ricerca.

 

Claudio D’Amato Guerrieri (Italia) è nato a Bari nel 1944. Professore ordinario di Progettazione architettonica nella Facoltà di Architettura del Politecnico di Bari, ed è stato Preside della stessa Facoltà. In ambito internazionale, ha promosso, coordinato e sviluppato numerosi progetti relativi all’area balcanica e in generale mediterranea e medio-orientale.

 

Rinio Bruttomesso (Italia) è nato nel 1948. Docente di Urbanistica allo Iuav di Venezia, dal 1989 è Direttore del centro Internazionale Città d’Acqua di Venezia, nonché direttore della rivista “Aquapolis”. Curatore della sezione Città d’Acqua (dedicata alle trasformazioni delle città portuali) della 9. Mostra della Biennale, Metamorph, è esperto sui temi della riqualificazione delle aree urbane di waterfront e sul riuso dell’archeologia industriale

 

OPEN
Fonte: Il Gazzettino

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I bambini realizzano una versione in miniatura di "Open", l'esposizione di internazionale di sculture ed installazioni ideata e promossa al Lido da Paolo De Grandis, presidente di "Arte Comunications". Il progetto ha coinvolto venticinque bambini, tra i 4 e i 5 anni, della scuola dell'Infanzia "Don Bosco", seguiti dalle maestre Paola e Gabriella. I bimbi hanno riprodotto, con una loro speciale versione, con molta creatività ed ingegno, otto delle opere presenti nell'ultima edizione di "Open 2004" nelle vie del Lido. All'inaugurazione di "Open bambino", tenutasi venerdì mattina alle 11.30 alla scuola "Don Bosco", è intervenuto anche l'organizzatore di "Open" Paolo De Grandis che ha elogiato il lavoro dei piccoli artisti. Il presidente di "Arte Comunications" ha regalato ai bimbi alcuni poster e cataloghi complimentandosi con loro. "Open" dopo essere stata "copiata" anche all'estero ora è presa ad esempio anche dai piccoli alunni e diventa occasione per un vero e proprio percorso formativo.

Lorenzo Majer

ATELIER APERTI/WORK IN PROGRESS
Fonte: Arte Communications

ATELIER APERTI/WORK IN PROGRESS

10 Artisti al Fondaco Marcello

Venezia, 9 > 20 dicembre 2005

 

L’Accademia di Belle  Arti di Venezia presenta  una selezione di  10 artisti al Fondaco Marcello,  nuova sede espositiva per l’arte contemporanea inaugurata nel giugno  2005:  un luogo di alta visibilità  per rivelare la qualità delle ricerche artistiche in corso a un pubblico di eccezionale rilievo. La rassegna si apre infatti  in concomitanza con  “Modernità molteplici e Salon globale: dove i mondi dell’arte si incontrano”, il Simposio internazionale organizzato dalla Biennale di Venezia che vedrà riuniti per quattro giorni a Palazzo Franchetti, fra il  9 e il 12 dicembre 2005 critici d’arte, curatori, responsabili di musei ed esperti di  economia dell’arte provenienti da ogni parte del mondo.   


“10 artisti al Fondaco Marcello”, mostra  ideata e curata da Gloria Vallese e Paolo De Grandis, è organizzata in collaborazione con la Biennale di Venezia. Rappresenta  la continuazione di Atelier Aperti e Controluce, eventi collaterali nell’ambito della 51.Esposizione Internazionale d'Arte che nel corso dell’estate 2005  hanno rivelato a un pubblico stimato di quattromila visitatori  l’Accademia di Belle Arti di Venezia come officina attiva ad ampio spettro nella produzione dell’arte contemporanea, dalle tecniche tradizionali alle nuove tecnologie. I dieci artisti del Fondaco Marcello provengono tutti da Atelier Aperti, e sono stati scelti fra coloro che,  pur essendo intorno o al di sotto dei trent’anni,  sono nella fase di un promettente avvio di carriera, con in attivo un curriculum già rilevante di mostre e premi. Ciascuno, sia pure con una necessariamente limitata scelta di opere, presenta una produzione originale ma in piena consonanza con il quadro attuale delle ricerche artistiche internazionali, sia che si tratti di pittura, scultura, fotografia, allestimento, o di nuove tecnologie digitali. Come a dire che Venezia, e più in generale l’Italia, non devono rivolgersi all’estero, come fin troppo spesso fanno,  per trovare personalità artistiche nuove e di alta qualità: forse le hanno già  in casa, ma le trascurano,  o non lo sanno…

Da questo punto di vista, la concomitanza di questa mostra con il Simposio internazionale organizzato dalla Biennale di Venezia non è casuale:  anzi, dopo il promettente avvio di collaborazione rappresentato dalle attività nell’ambito della 51.Esposizione Internazionale d'Arte, è un importante segnale di disponibilità a continuare il dialogo attuando quelle attività locali e permanenti  di cui da tempo si parla, e che dovrebbero tornare a fare di Venezia  un centro propulsore attivo, e non soltanto una sede espositiva, per l’arte presente. Per la promozione della nuova iniziativa, l’Accademia si è avvalsa del  supporto di  Arte Communications, la società veneziana di cultura presieduta da Paolo De Grandis  e di  Contemporanea, agenzia veronese di pubblicità e promozione eventi  diretta da Massimo Anselmi.

 
Il Fondaco Marcello  è un nuovo, affascinante spazio per l’arte contemporanea a Venezia: si tratta di un magazzino cinque-secentesco sul Canal Grande, suggestiva struttura in laterizio con colonne in pietra che sostengono monumentali capriate in legno, esempio di architettura funzionale  di 400 mq circa  che ricorda per tipologia l’interno delle Corderie dell’Arsenale. Restaurato e adattato a ospitare eventi  di arte contemporanea, è stato inaugurato nel giugno 2005 in occasione della 51.Esposizione Internazionale d'Arte con la partecipazione collaterale di Hong Kong a cura di Paolo De Grandis.

 

 

 

GLI ARTISTI:

 

Martin Emilian Balint presenta AlfredHitchcock's Fetish, installazione spettacolare e barocca coi suoi duemila uccellini di carta ad origami, già esposta al Museo di Constanta (Romania) nel 2001, e due serie dì fotografie recenti, che testimoniano ironici, paradossali esperimenti di body art.

Primož Bizjac, fotografo di paesaggi  urbani, presenta il trittico di Sarajevo, struggente sequenza di immagini notturne della città segnata dalla guerra, e una delle sue singolari immagini di una Venezia in eterno disfacimento-rifacimento, ripresa di notte dai cantieri di pulizia dei canali;

Alessio Bogani dipinge ad olio e acrilico figure in paesaggi di grande formato, nudi vulnerabili su sfondi dimessi, vagamente evocanti campi di detenzione o luoghi di confine;

Vania Comoretti sta legando il suo nome a livello internazionale a sequenze di ritratti che possono sembrare foto segnaletiche e sono invece eseguiti, con stupefacente maestria, a pastello e acquerello;

Resi Girardello interpreta la scultura con sottile ironia: filo di ferro, di rame, lamine metalliche compongono animali improbabili, o sono pazientemente tessuti per comporre abiti da non indossare;

Jaša Mrevlje traduce in pittura di grande formato vignette di libri per l'infanzia, quel mondo colorato e festoso da favola e da luna park misteriosamente incline a trasformarsi in incubo;

Elisa Rossi ha legato il suo esordio in pittura ad immagini di adolescenti all'interno della casa, colte nella tranquillità apparente di attimi leggeri: vestirsi, lavarsi, parlare al telefono;

Barbara Taboni  usa il calco per dar corpo a una singolare installazione, basata sul piede umano;

Cristina Treppo esplora da tempo nelle fotografie e installazioni che compongono la serie Naturale/Artificiale, il labile, ambiguo confine tra organico e inorganico;

Dania Zanotto crea monumentali abiti-scultura di diversi metri di ampiezza, i cui materiali vanno dalla garza alle piume alla maglia di ferro.

51. Esposizione Internazionale d'Arte
Fonte: La Biennale

 

La 51. Esposizione Internazionale d'Arte, organizzata dalla Fondazione la Biennale di Venezia e diretta da María de Corral e da Rosa Martínez, aprirà al pubblico domenica 12 giugno 2005.

L'edizione 2005 della più antica e celebre rassegna di arte contemporanea presenta alcune novità di rilievo: prima tra tutte l'inizio di un nuovo ciclo attraverso il dialogo progettuale con la Direzione Artistica, alla quale proporre precisi obiettivi per riconfermare il ruolo centrale della Biennale nel dibattito culturale e artistico internazionale.

Per la prima volta nel corso dei suoi 110 anni di attività la direzione è stata affidata a due Direttori, María de Corral e Rosa Martínez - storiche dell'arte, critici e curatori indipendenti, di nazionalità spagnola -, e la rassegna sarà costituita da due mostre specifiche e complementari per proporre una lettura articolata dell'arte contemporanea internazionale a partire dagli anni Settanta sino ad oggi, con lo sguardo rivolto al prossimo futuro. I due progetti espositivi - L'esperienza dell'arte e Sempre un po' più lontano firmati rispettivamente da María de Corral e da Rosa Martínez - presenteranno, sotto punti di vista diversi, il meglio della contemporaneità attraverso la selezione rigorosa degli artisti, invitati in un numero circoscritto e ciascuno rappresentato da più opere per documentarne la vicenda creativa, mettendo in evidenza la varietà dei linguaggi artistici e delle tendenze estetiche. Le opere esposte saranno per lo più nuove o realizzate in situ, e verranno allestite in dialogo con gli straordinari spazi delle mostre in modo tale da offrire un duplice registro di lettura, sia di ricerca per gli addetti ai lavori, sia di impatto per i visitatori.

L'esperienza dell'arte, a cura di María de Corral, sarà allestita nelle 34 sale del Padiglione Italia nei Giardini della Biennale e presenterà quarantadue artisti internazionali sia celebri, sia esordienti attraverso un percorso costituito da un ampio numero di dipinti, da video e da installazioni, per la maggior parte realizzate appositamente per la Biennale, che rappresentano le tendenze dal 1970 - concepito come punto di partenza del percorso - ad oggi nello sviluppo dei vari linguaggi. L'esposizione è pensata da María de Corral per essere più affine ad "un centro di sperimentazione che a un cumulo di certezze" per parlare di intensità, non di categorie, e per riscoprire l'emozione dell'arte.

Sempre un po' più lontano, a cura di Rosa Martínez presenterà, nei 9.000 metri quadrati delle Corderie e delle Artiglierie dell'Arsenale, quarantanove artisti internazionali accomunati dal lavoro di ricerca nella contemporaneità che, attraverso video, sculture e installazioni concepite per questi particolari ambienti, offriranno un panorama variegato delle tendenze più attuali. L'esposizione si snoderà con un percorso lineare che abbraccerà gli spazi senza interromperne la continuità per metterne in risalto la suggestione e l'unicità. Il titolo dell'esposizione è ispirato ad uno dei libri di Corto Maltese, personaggio di avventure ideato dallo scrittore e disegnatore di fumetti veneziano Hugo Pratt, che diviene il tramite per affermare che l'arte è una costruzione dell'immaginario per capire meglio la realtà. La mostra, secondo la visione di Rosa Martínez, "costituisce una verifica per presentare artisti e tendenze estetiche all'inizio del nuovo millennio" e la visita all'Arsenale si propone come un viaggio frammentario e appassionante per scoprire le zone di luce e di oscurità del nostro mondo convulso.

Inoltre una decina di installazioni, legate alle due mostre centrali, saranno allestite nelle aree espositive esterne e disseminate nella città.

Un progetto speciale, promosso dal Ministero per gli Affari Esteri e dalla Biennale, verrà allestito sulla riva antistante l'ingresso dei Giardini, che ospiterà una gigantesca opera di Fabrizio Plessi dal titolo "Mare verticale" (2000), un totem tecnologico di acciaio e alluminio, altro 44 metri, presentato all'Esposizione Internazionale di Hannover nel 2000. L'opera verrà successivamente allestita in Cina nel 2006 in occasione delle iniziative per l'anno dell'Italia in questo Paese.

Le Partecipazioni Nazionali registrano la presenza più numerosa nella storia della Biennale: settantatre Paesi, che allestiranno 31 mostre nei padiglioni dei Giardini della Biennale e 42 in molte sedi del centro storico coinvolgendo tutta la città. Un segnale positivo che conferma l'alto livello qualitativo e il carattere profondamente internazionale della rassegna veneziana, che viene percepita come crocevia e patrimonio del mondo intero. Molti i Paesi che per la prima volta partecipano alla Biennale di arti visive, tra i quali l'Afghanistan, l'Albania, il Marocco, la Repubblica di Belarus, il Kazakhstan, il Kyrgyzstan, l'Uzbekistan.

Gli eventi collaterali della 51. Esposizione, selezionati tra centinaia di proposte, sono ventitre tra mostre, performance, convegni, seminari ed eventi dall'arte visiva alla poesia contemporanea, che dilagano dalla sponda nord dell'Arsenale al centro di Venezia, dalle isole della laguna sino a Mestre e Marghera.

I quattro Premi principali della 51. Esposizione saranno assegnati da due Giurie, una per le mostre internazionali e una per le partecipazioni nazionali, coordinate dal Presidente Ida Gianelli. I Premi saranno: un Leone d'oro alla Carriera, un Leone d'oro per la migliore partecipazione nazionale, un Leone d'oro a un artista giovane (under 30) presente alle mostre internazionali, un Leone d'oro a un artista presente alle mostre internazionali. Nel corso della cerimonia di premiazione sarà assegnato anche il Premio per la giovane arte italiana 2004-2005 promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali DARC - Direzione Generale per l'architettura e l'arte contemporanee.

Il catalogo, edito da Marsilio, sarà articolato in tre agili volumi dedicati rispettivamente alle due mostre centrali e alle partecipazioni nazionali insieme agli eventi collaterali.

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