Le Visioni femminili in arrivo dalla Cina

L'invasione cinese del mondo occidentale non riguarda solo i prodotti artigianali ed industriali, come sempre più spesso si legge sui giornali. Negli ultimi dieci anni, anche grazie alla Biennale di Venezia diretta da Harald Szemann, concerne anche il mondo dell'arte perché sono ormai molti i nomi degli artisti cinesi che occupano un posto di rilievo nelle grandi rassegne internazionali. Non stupisce dunque vedere adesso, nel restaurato Fondaco dell'Arte già Marcello al traghetto di San Toma, una mostra (aperta fino al 13 maggio) dedicata a sei artiste cinesi con il suggestivo titolo «Vision Féminine». A conferma che la vera «rivoluzione culturale» in quel grande Paese è in atto proprio in questi anni e coinvolge ogni aspetto della vita sociale, perciò anche quella delle donne. Come queste sei artiste dell'Istituto Cinese di Belle Arti del distretto di Zhejiang che espongono ora, a cura di Paolo De Grandis e Vincenzo Sanfo, le loro opere a Venezia. Si tratta di Zhou Qing che realizza paesaggi ispirati a grandi artisti europei come Monet e Van Gogh, mentre Wei Xinyan dipinge fiori con un processo di trasfigurazione ai limiti dell'estrattismo.
Formalmente molto raffinati ed interessanti appaiono i grandi «ventagli» che Shi Hui realizza con polpa e carta di riso, mentre Chen Haiyan manifesta «sogni» vissuti come incubi, in immagini dure e violente realizzate con il procedimento della litografia. Li Guoyi si avvale di titoli poetici ed utilizza tecniche (inchiostro di china e carta di riso) propriamente cinesi, giungendo però ad una prosposizione immaginativa lirica e suggestionate ad un tempo. Ed infine va notato il lavoro di Li Xiuquin che costruisce vere e proprie installazioni, a volte di oggetti d'uso (tavoli, sedie) ai limiti di un design originale e raffinato. Una mostra, come si può vedere, che ha molti motivi di interesse, in alcuni casi perfino sorprendenti, che rivela tuttavia solo una minuscola parte dell'espressività di un grande Paese come la Cina, che conosceremo sempre meglio in futuro.
Enzo Di Martino

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