Omar Galliani

30 Disegni dal Deserto dei Sogni

 

INAUGURAZIONE: VENERDÌ 27 APRILE 2007 ALLE ORE 18.30

MUSEO HASSAN: 4, Avenue Mohamed  Lyazidi, Villa Andalucia - Hassan, Rabat

APERTURA AL PUBBLICO: 28 aprile - 27 maggio 2007

PRESIEDUTO DA: Fathiya Tahiri

DIRETTORE INTERNAZIONALE: Paolo De Grandis

IN COLLABORAZIONE CON: Arte Communications, Centro Italiano per le Arti e la Cultura

CURATORI: Vincenzo Sanfo, Paolo De Grandis

Il Museo Hassan, presieduto da Fathiya Tahiri e diretto a livello internazionale da Paolo De Grandis, è lieto di annunciare il terzo appuntamento espositivo con la mostra "30 Disegni dal Deserto dei Sogni" di Omar Galliani. La mostra traccia un ampio excursus dei risultati espressivi raggiunti dal maestro emiliano nel corso dei suoi numerosi soggiorni in Marocco e tale scelta, è sintomatica delle finalità programmatiche del Museo che fin dalla sua apertura ha realizzato eventi tesi creare un ponte culturale tra il Marocco, l'Italia ed il resto del mondo.

Tutta l'opera di Omar Galliani appare giocata in un rapporto dialettico tra linguaggio mentale e visivo e tale dialettica è rivelatrice di un tratto espressivo autonomo che dispone di una sua indipendenza fenomenologica laddove il disegno è il mezzo "par excellence". La sua figurazione è quindi culturale e spirituale, è modello ed esempio, non è esclusivamente un segno, tanto meno un segno arbitrario, bensì è quella radice di un senso comunicativo che conduce ad un comune sentire senza per questo annullare le differenze.

Il Marocco, come mondo altro, immaginifico, di cui si raccontavano storie straordinarie, meraviglie di ricchezze, palazzi dorati, terre bruciate e profumi di spezie ben si presta ad essere palcoscenico per questo atto creativo. Ed è con questo piacere della scoperta che Omar Galliani ha visitato questa terra lasciandosi avvolgere da atmosfere inusuali, da sonorità, architetture dalle quali ha poi fatto scaturire una vasta produzione artistica che sarà esposta per la primo volta presso le affascinanti pareti della Villa Andalucia, sede del Museo. Nella ricerca di Omar Galliani, i viaggi, oltre ad essere una fonte ispiratrice, manifestano anche il tentativo di annullare i limiti topografici al fine di allargare la visione in profondità ed in estensione sino a raggiungere una dimensione cosmica che diviene una metafora dell'infinito e che fa passare lo spettatore dal piacere di evadere dal mondo abituale, o il piacere di rivedere ciò che egli già conosce, all'inquietudine che nasce dal mistero dell'ignoto. Saranno esposti trenta disegni a sanguigna e pastello, le campiture dal rosso alla terra bruciata fino al profondo blu accompagneranno dunque il visitatore attraverso un percorso espositivo ricco di suggestioni.

La mostra, a cura di Vincenzo Sanfo e Paolo De Grandis è realizzata in collaborazione con Arte Communications e il Centro Italiano per le Arti e la Cultura.

CENNI BIOGRAFICI          

Omar Galliani si è fortemente affermato nell'ultimo decennio nella sfera dell'arte contemporanea internazionale. È esponente di spicco del gruppo degli anacronisti, sostenuto da Maurizio Calvesi, e del movimento Magico primario del critico Flavio Caroli; gli anacronisti si richiamano a una cultura umanistica tipicamente italiana, riformulano e contaminano iconografie e soggetti classici. Galliani negli anni Ottanta è stato invitato a tre edizioni della Biennale di Venezia, nella seconda delle quali, nel 1984, Calvesi lo ha presentato con una sala personale alla sezione “Arte allo specchio”. Sempre negli anni Ottanta l'artista partecipa alla Biennale di San Paolo del Brasile, espone presso il Museo d'Arte Moderna di Tokio, alla Quadriennale di Roma, alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna, al Frankfurter Kunstverein di Francoforte. Nel 1990 lo Scottsdale Center for the Arts dell'Arizona lo invita alla mostra “Artists and hunger”. Il Museo d'Arte Contemporanea e la Marian Locks Gallery di Philadelphia presentano una selezione di sue opere su tavola. Le rassegne proseguono nel Palazzo delle Stelline a Milano, al Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Modena con una personale, nel 1993 Achille Bonito Oliva lo invita al Palazzo delle Esposizioni nella mostra “Tutte le strade portano a Roma?”. E poi, rassegne al Museo d'Arte Moderna di Budapest, di Pechino, che nel 2000 ospita una sua ampia personale, e al PAC di Milano. Nel 2003 l'artista, dopo essere stato invitato alla Biennale di Praga, partecipa e vince la prima edizione della Biennale di Pechino con una monumentale opera, “Nuove Anatomie”, allestita al China National Museum of Fine Arts. Il riconoscimento anticipa una serie di personali previste, tra il 2004 e il 2006, nei musei d'arte contemporanea di Shanghai, Pechino, Hong Kong, Tokyo, Kyoto, Buenos Aires, San Paolo, Città del Messico, Miami e Los Angeles.

IL MUSEOHASSAN:

LA SEDE E LE FINALITA' PROGETTUALI

La Villa Andalucia, sede del Museo Hassan a Rabat, è stata costruita nel 1929 ed il nome stesso richiama le origini spagnole dei proprietari. La struttura architettonica e le decorazioni parietali di gusto ispano-moresco sono la testimonianza dell'imponente patrimonio storico ed artistico dell'edificio. Mosaici e ceramiche decorano parte dell'assetto interno ed esterno. Di rilievo i mosaici illustranti 'Le Glorie di Spagna' del XV secolo che riproducono in gran parte alcune famose tavole di Diego Velázquez. Il giardino si sviluppa in aree verdi ed ambienti coperti, finemente istoriati dai tipici mosaici 'zellige' e da cinque fontane ricche di elementi mitologici. L'idea di rivalutare tale importante spazio unitamente al desiderio di aprire il Marocco al dialogo con il contesto artistico europeo è stata fortemente sentita da Paolo De Grandis, da anni impegnato nella promozione di nuove realtà geografiche sia nell'ambito della Biennale di Venezia che su scala internazionale e da Fathiya Tahiri che in qualità di Presidente della Fondazione del Museo Hassan ha coordinato la realizzazione del progetto. La sfida sarà quella di far confluire in questo nuovo museo progetti importanti, affinché possa essere garantita l'apertura del Paese al resto del mondo. Aspirazione, già prefigurata in occasione della prima partecipazione del Marocco alla scorsa edizione della Biennale di Venezia curata dallo stesso De Grandis. Il Museo Hassan è parte integrante di un programma di rinnovamento culturale della città di Rabat e del Marocco le cui finalità sono la presentazione di artisti riconosciuti a livello internazionale, la promozione di artisti locali e altresì la collaborazione con le maggiori istituzioni operanti nel settore. Secondo Paolo De Grandis direttore internazionale 'ci si baserà su un concetto espositivo dinamico: artisti importanti e locali saranno esposti secondo un principio di scambio basato sulla cooperazione, un principio destinato a produrre nuove sinergie a livello internazionale. Lavoreremo affinché il Museo Hassan diventi un punto di riferimento sia per gli addetti ai lavori che per un pubblico più vasto. L'intento è di mantenere costantemente aperta e viva una piattaforma di discussione e confronto e allo stesso tempo di promuovere la città di Rabat a capitale marocchina dell'arte contemporanea'.