Passage to History: 20 Years of La Biennale di Venezia and Chinese Contemporary Art
 
Evento Collaterale alla 55. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia

Curatori: Lü Peng, Achille Bonito Oliva
Commissario: Paolo De Grandis
Artisti: Chen Xi, Cui Xiuwen, Fang Lijun, Li Qing, Liu Wei, Liu Xiaodong, Mao Xuhui, Sui Jianguo, Wang Guangyi, Wang Jianwei, Xu Bing, Yan Peiming, Ye Yongqing, Yin Zhaoyang, Yue Minjun, Zeng Fanzhi, Zhan Wang, Zhang Peili, Zhang Xiaogang, Zhou Chunya
Organizzatore: Museum of Contemporary Art, Chengdu
Produttore: Institutions of Chinart
Patrocinio: Comune di Venezia – Assessorato alle Attività Culturali
Designer: Guo Chenghui
Coordinatore: PDG Arte Communications - Director Carlotta Scarpa, Francesca Romana Greco, Roberto Rosolen
Sede: Arsenale di Venezia, Nappa 89
Sito Internet: 
www.chengdumoca.org

Nel 2013 si celebra il ventennale della partecipazione degli artisti contemporanei cinesi alla Biennale di Venezia, oltre a vent’anni di scambi economici, culturali e artistici tra Cina e Occidente. Se dal 1993 - anno in cui alcuni artisti contemporanei cinesi hanno partecipato singolarmente alla mostra “Passaggio a Oriente” - la presenza della Cina alla Biennale di Venezia è stata sporadica, ripercorrendo questo capitolo della storia della Biennale, ci si rende conto che gli artisti contemporanei cinesi, ciascuno a proprio modo, sono stati coinvolti nel processo di negoziazione di un’identità internazionale attraverso lo scambio culturale con l’Occidente. Anche il mondo occidentale è consapevole dei modi unici e diversi attraverso i quali gli artisti cinesi hanno risposto alle condizioni del dialogo culturale con l’Occidente. Passando in rassegna con attenzione i documenti della mostra relativi a questo ventennio, emergono, infatti, con chiarezza l’ascesa dell’economia cinese e la sua maggiore influenza internazionale, così come si osserva un chiaro mutamento negli atteggiamenti accettati nei confronti della cultura cinese e della sua identità internazionale nel mondo occidentale, nonché nei confronti del contributo della Cina all’arte contemporanea, specialmente la pittura. Dunque, il tema della mostra, il passaggio alla storia, nasce proprio da tali considerazioni, poiché è evidente che questo prezioso periodo della storia dell’arte contemporanea cinese è stato possibile grazie all’impegno congiunto degli artisti contemporanei cinesi, della critica in Cina e all’estero e dei curatori occidentali appassionati di arte.
Incentrare la ricerca sulla Biennale di Venezia significa utilizzare una sorta di specchio poligonale per osservare il mondo artistico in senso più ampio, visto che alla Biennale si incontrano inevitabilmente tanti aspetti: arte, artisti, visitatori, curatori ed enti artistici, ma anche politica culturale, dimensione del mercato, possibilità di lavoro, occasioni speciali, turismo e tendenze urbane. La mostra, costruita come la “Via della storia”, intende esplorare sotto diverse angolazioni, in chiave orientale e occidentale, gli elementi storici e i contesti culturali della partecipazione dell’arte contemporanea cinese al processo di globalizzazione, consentendo in tal modo ai visitatori di comprendere più compiutamente la valenza storica e il background che lega la Biennale di Venezia all’arte contemporanea cinese e collocando con chiarezza gli ultimi vent’anni di arte cinese nella storia dell’arte mondiale.
La Biennale di Venezia è la più grande esposizione internazionale alla quale l’arte contemporanea cinese si affaccia per la prima volta e il suo impatto sull’arte contemporanea cinese non rappresenta soltanto un’identità o una scena internazionale per gli artisti contemporanei, bensì soprattutto una prospettiva di riflessione che ha delineato l’immagine dell’arte contemporanea cinese. La prima partecipazione di artisti contemporanei cinesi alla Biennale è stata tutt’altro che semplice, a differenza di quanto si era immaginato. In verità, agli occhi degli artisti cinesi, all’inizio degli anni Novanta, non esistevano profonde differenze tra Cina e Occidente. Per loro, nel mondo, le espressioni artistiche erano unitarie. Pertanto, che si influenzi o si venga influenzati, si tratta di politica culturale "fuori dal centro" per la storia dell’arte, un centro che non è soltanto il centro dell’Occidente, bensì anche un affrancarsi dalle forme descrittive dell’orientalismo per ricercare uno spazio fondato su una base culturale comune. Tale esplorazione è l’azione più pertinente del fenomeno della globalizzazione del patrimonio culturale.
Questo evento collaterale è costituito da due componenti principali: la prima è un’esposizione di dipinti realizzati su supporti; la seconda è una presentazione archivistica. Ciascuna sezione della mostra serve a illustrare e avvalorare l’altra. Se, infatti, attraverso le singole voci, gli artisti hanno comunicato elementi della cultura cinese e occidentale traducendoli attraverso il mezzo della pittura, passando in rassegna la storia attraverso i dettagliati documenti storici presenti nella seconda sezione, è possibile approfondire gli scambi culturali tra Cina e Occidente e riflettervi.
I co-curatori della mostra sono il critico d’arte italiano e curatore Achille Bonito Oliva e lo storico dell’arte cinese Lü Peng, i quali offriranno le proprie prospettive storiche sulla mostra e i suoi temi culturali. Grazie al primo, potremo comprendere più chiaramente la mostra di arte contemporanea cinese proposta dalla Biennale di Venezia, il suo contesto e la sua valenza storica, sviluppando la nostra sensibilità per tale espressione artistica. Grazie al secondo, potremo contare su un illuminante contributo chiarificatore poiché da vent’anni, autorità in materia, si adopera per spiegare al pubblico internazionale l’arte contemporanea in Cina.

© Sergio Martucci

 

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