Germany - Otto Fischer

Lo spirito e la materia

Il valore estetico dello spazio in Otto Fischer

 

Il rapporto tra materia e forma è prioritario nella scultura di Otto Fischer. L’artista lavora rapportando la sua opera allo spazio circostante. Fulcro di questa esposizione veneziana è la scelta dell’ambiente storico: i bronzetti dello scultore tedesco ben s’incentrano nello spazio dell’Hotel Hungaria, un capolavoro del Liberty italiano, noto in Europa e nel mondo con la sua facciata di maiolica policroma del 1907. Le sculture si equilibrano armonicamente nell’atmosfera evocata nelle ampie sale interne, i cui restauri hanno recuperato affreschi e decorazioni dell’epoca.

Ripercorrendo il percorso artistico di Fischer con le sue sculture ora in “mistica unione” con gli spazi claustrali di un’antica abbazia, ora in comunione con un palazzo gotico, conservatosi in unità storico-architettonica, troviamo figure immobili, fisse, rigidamente frontali, sublimate in un atteggiamento ieratico. Ora le sue figure bronzee si emancipano dal ruolo severo loro imposto da uno spazio altero. In particolare quelle realizzate per OPEN 2011, dai contorni corrosi quale risultato di una fusione a cera persa, suggeriscono l’idea di un dialogo immaginario che le anima. È l’autore stesso a introdurci nel suo mondo immaginifico e reale ad un tempo: “Le figure in bronzo di piccolo formato, il Santo, il Diavolo, l’uomo con turbante, la graziosa fanciulla, attestano il loro nascere da categorie eterogenee, seppur aggregandosi sullo sfondo di scenari tra i più diversi. Le figure sottendono l’idea di un consorzio umano racchiudente in sé aspetti religiosi, mistici, sociali, non privi di una dimensione spaziale e temporale. Esse guidano l’attenzione dell’osservatore agli elementi basilari della sua esistenza, sono fonte di riflessione estetica, sono l’antesignano poeticamente appagato solo da profondi valori. I piedestalli grigio-perla, che supportano le sculture, sono collegati tra loro per mezzo di un cordone rosso-veneziano, metafora di un legame che garantisce unione e sicurezza alla comunità umana, che va interpretato quale omaggio all’antica forma di governo di Venezia, e non solo: esso è il filo rosso che nell’attraversare la vita la definisce”.

Le sculture di Fischer diventano così anello di congiunzione fra l’immanenza della sua arte e gli echi di un’epoca passata, ancora operante. L’eleganza dello scenario esalta l’eccezionalità dell’evento.

 

Testo a cura di
Nevia Capello