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| Andorra alla 54.Esposizione Internazionale d'Arte La Biennale di Venezia |
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| Esposizioni e mostre 2011 |
ANDORRAPrima partecipazione ufficiale
Organizzatore: Govern d'Andorra I Ministeri d'Educaciò i Cultura Titolo de la Mostra: Més enllà de la visió / Beyond vision / Oltre la visione Artisti: Helena Guàrdia Ribó; Francisco Sánchez Sánchez Commissario: Pedro de Sancristóval y Múrua Commissari aggiunti: Joan Gil Gregório, Ermengol Puig Tàpies, Francesc Rodríguez Rossa Curatori: Paolo De Grandis, Josep M. Ubach Bernada Coordinamento a Venezia: Carlotta Scarpa, Arte Communications Coordinamento in Andorra: Montse Coma Areny Sede: Chiesa di San Samuele, Campo San Samuele, Venezia
Més enllà de la visió / Beyond vision / Oltre la visione
È ormai evidente che il concetto di tecnica e quello di modernità, ognuno con le proprie codificazioni, hanno man mano introdotto ed imposto delle pratiche visuali caratterizzate dallo scontro immediato, dalla celerità temporanea nonché da una scarsa esigenza riflessiva. Ciò nonostante, sussistono certe proposte artistiche che, nel piazzarsi oltre i sottili confini della percezzione visuale, pretendono e, d’altronde, ci riescono, di rallentare il tempo di osservazione di un’opera. I due artisti andorrani che partecipano alla 54 Esposizione d’Arte – Biennale di Venezia sono compartecipi di questa metodologia nelle loro creazioni. L’artista Helena Guàrdia e la sua “La ciutat flotant” scuote spietatamente le immagini originali –quelle fornite dalla realtà–, ne scioglie il messaggio classico, ne svigorisce le iconografie più conosciute e propone, al loro posto, delle narrative aperte che, da una parte, evidenziano le limitazioni dei meccanismi della percezione visuale e, da un’altra, suggeriscono l’esistenza di una nuova visione, una nuova consapevolezza degli spazi che sono a noi noti. Nella creazione “L’efímer i l’etern”, trittico nelle vesti di impianto, l’artista Francisco Sánchez prova a riflettere, affascinato dall’ambito quantico, un microcosmo inglobando l’insieme dell’universo. Questa inquietudine lo trascina fino al punto di porsi concetti che si avvicinano alla scienza più dell’arte stessa. L’artista mostra un mondo costituito da un’informazione trattenuta, da un’energia che vibra a frequenze variabili. L’osservazione fa diventare il possibile in tangibile.
Pedro de Sancristóval y Múrua
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