Italia - UMBERTO ZAMPINI

 

Zampini

La riflessione e l’attesa. Una fotografia scattata a me stesso due volte, fronte e retro, ma rivolta altrove. Mi mostro e osservo. Verrò osservato da qualcuno che si sentirà osservato a sua volta. Ritto sul confine. Non mostro niente, non indico vie: guardo e rifletto... Il vento mi muove un po’.

Umberto Zampini

 

Un autoscatto fronte e retro: cronache da un confine. Umberto Zampini frequenta i confini con assiduità. Questo lavoro, vissuto sul crinale della collina in cui abita, aggiunge un altro tassello alla narrazione di Imperfetto Presente. Qui l’artista fotografa se stesso, si mostra e contemporaneamente osserva l’osservatore. Sembra prendersene gioco e lo costringe a giocare. Ciò che ci tiene sul confine è sempre l’atto del guardare, e del lasciare spazio a quegli accadimenti apparentemente marginali che costituiscono, invece, l’unico dato certo da cui partire per un viaggio alla riconquista della materia prima dell’arte, e dunque, della vita.

Si muoverà nel vento del Lido di Venezia quest’opera, al Lido: terra esile, confine tra laguna e mare, luogo da cui osservare...

 

Testo a cura di Marco Nardini