Curatori: Paolo De Grandis, Astrid Narguet

Organizzatori: Galleria Otto, PDG Arte Communications

Sede: Scoletta dei Battioro e Tiraoro – Fermata vaporetto San Stae

Inaugurazione: Sabato11 novembre alle ore 18.30

Periodo di apertura: 12 – 22 Novembre 2017 Orari: 10.00-18.00

L’artista Dachan ha iniziato un tour mondiale attraverso un’ambiziosa mostra
The art of spiritual Era Brightens all living Things: The Art of Dachan  World Tour Exhibition.

Per la prima volta in Italia, contemporaneamente saranno presentate due mostre del monaco, buddista cinese Dachan.

La prima si svolgerà a Venezia nella prestigiosa sede Scoletta dei Battioro e Tiraoro e sarà inaugurata l’11 Novembre con la curatela di Paolo De Grandis. La mostra sarà aperta fino al 22 Novembre.

L’8 Novembre, un altro evento a Roma con la curatela di Astrid Narguet: nella prestigiosa sede dell’Accademia delle Belle Arti, l’opera artistica di Dachan sarà presentata alla stampa nell’aula Magna, e sarà lo stesso monaco pittore ad inaugurare la mostra nello spazio espositivo dell’aula Colleoni dell’Accademia. Sarà possibile visitare la mostra dall’8 all’11 novembre.

Il monaco buddista Shi Dachan è un poeta, maestro calligrafo e pittore i cui lavori sono meditazioni sul suo modo personale e distintivo di raggiungere l’illuminazione Zen. Nel suo viaggio attraverso la riscoperta della fede e della verità Dachan ha sviluppato gradualmente una conoscenza sull’estetica della delicatezza. Le sue opere attingono allo spirito Zen e sono pervase da un’atmosfera naturale e tranquilla. A Stroke of Zen è la materializzazione della visione di Dachan sulla coltivazione del sè attraverso la calligrafia e la pittura. Dachan sostiene l’ingresso nel mondo dello Zen attraverso l’arte. Il Maestro enfatizza la coltivazione interiore, guida la pittura con la mente e ha una profonda conoscenza della vita. Le sue opere avvolgono l’esperienza artistica in un contesto contemporaneo e ristabiliscono una profonda comprensione della vita naturale con uno spirito illimitato rivelato negli inchiostri ad acqua.

Per gran parte del pubblico occidentale, l’arte tradizionale cinese è difficile da comprendere e si esprime con un linguaggio complesso da interpretare, ma il monaco pittore Dachan con la sua pittura evanescente e decisa al tempo stesso, si rende accessibile anche ai meno esperti e trascina tutti all’interno del suo universo e della sua idea di umanità

Dachan, come Shitao (1642-1707), un altro celebre monaco buddhista vissuto qualche secolo prima, alla fine della dinastia Ming, ci conduce nella profondità della sua visione spirituale attraverso la pittura, la poesia e la calligrafia.

L’arte espressiva di Dachan appare tradizionale ma anche innovativa e punta dritta all’essenza del soggetto, e diviene evocativa, essenziale, per farci percepire la vitalità e il qi (il soffio vitale, l’anima, secondo la filosofia cinese) che pervade il cosmo.

In effetti la società moderna non riesce a creare una visione collettiva del futuro per l’umanità, ma al contrario allontana l’uomo dalla sua essenza gettandolo nel caos e nel disagio esistenziale.

Dachan crede che lo spirito sia puro come uno specchio brillante, e che la meditazione nell’arte serva per liberarsi e sublimare la nostra vita.

Il percorso nell’universo estetico di Dachan è un processo graduale, un percorso lento per entrare in questa spiritualità profonda il cui veicolo è l’arte stessa, parte integrante della nostra vita.

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