ITALIA - CRASH TOYS (KOJI YOSHIDA, DARIO TIRONI)

In Things di Crash Toys (Koji Yoshida e Dario Tironi), oggetti, pezzi di materiali e scarti hanno occupato la vita dell’uomo a tal punto da rubarne la struttura e prenderne le sembianze. Un uomo e una donna vegliano una culla, ma la dolcezza e la protezione che trasmette il nucleo famigliare sono minacciate dal percepibile senso di instabilità e precarietà che comunicano i loro corpi, puri agglomerati di cose. Pezzi in equilibrio precario tra loro nonostante siano perfettamente posizionati l’uno accanto all’altro. In una sorta di antitesi visiva Crash Toys dà vita a considerazioni sull’uomo e sulla natura, che sembra essere rinchiusa in uno stato di evoluzione-involuzione. Queste sculture sono ritratti assemblati degli individui dai particolari dei volti, quasi di natura arcimboldiana dove gli oggetti metaforicamente collegati al soggetto, perché di uso comune nella sua vita, ne de-sublimano il ritratto stesso. I volumi degli scarti continuano a rendere leggibile la struttura anatomica dei corpi ma sembrano contemporaneamente inficiare strutture più profonde dell’essere umano suggerendo un obbligato passaggio al mondo artificiale da cui provengono i residui degli oggetti stessi. L’inquinamento ambientale espande i propri confini, oltrepassa i limiti fisici e come un virus intacca le nostre sinapsi, i nostri sistemi mentali. Anche i valori, trasmessi dalla famiglia e dalle esperienze, sono preda dell’inquinamento e sembrano essere sempre più precari, in quella che è una costante ricerca del pezzo giusto per costruire quello che siamo ogni giorno. 

 

Testo a cura di Barbara Melato

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