Cina - He Gong

He Gong, artista della regione tibetana di Aba che vive tra Chengdu e gli Stati Uniti, contribuisce al nuovo corso dell’arte cinese con opere dal marcato carattere ironico. La serie Save Venice include al momento due opere, entrambe esposte a Venezia. La prima è una diga paradossale, portata dal cuore dell’Asia per sostituire il Mose che tarda, ed esposta alla 54. Biennale d’Arte nell’evento collaterale Cracked Culture? The Quest for Identity in Contemporary Chinese Art. Questa diga asiatica destinata a proteggerci contro un mare di chiacchiere è costruita dislocando un singolare materiale, escrementi di Yak, un prodotto in piena sintonia con i ritmi naturali dal quale gli abitanti del Tibet, su in alto a 5.000 metri, sanno trarre il miglior partito possibile: compresso in piastrelle, viene usato come combustibile e come materiale da costruzione. Il viaggio lunghissimo intrapreso da questo materiale originale per raggiungere la sua destinazione in Occidente, e il travagliato rapporto politico del Tibet con la Cina, sono parte integrante del messaggio dell’opera.

Save Venice #2, realizzato espressamente per OPEN 14, fa ricorso invece a un materiale tutto occidentale, legato al mare da un forte nesso letterario e simbolico: la bottiglia vuota. Save Venice #2 è un bunker di bottiglie, la cui struttura può ricordare i nuraghi, i trulli e altre cupole arcaiche, oppure un nido di mitragliatrici. Le bottiglie hanno l’imboccatura rivolta verso l’esterno, per accogliere eventuali messaggi di salvezza che i visitatori possono scrivere e inserire nel collo: utopie, desideri, sogni romantici vissuti o che si potrebbero vivere a Venezia. Al termine della mostra, alcune bottiglie potranno essere tappate e successivamente varate, affidando i rispettivi messaggi al mare.

 

Testo a cura di
Gloria Vallese

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