Cina
Yue Minjun

Yue Minjun figura tra gli artisti di una generazione che ha trovato la propria espressione individuale negli anni '90 con l'apertura della Cina all'economia di mercato. E' colorato, sfacciato, imperturbabilmente allegro, senza legami né con l'establishment e nemmeno con la stessa storia. Sebbene la scultura non sia il mezzo primario di Yue Minjun, l'artista può essere verosimilmente descritto come una "faccia nota". Il suo viso rappresenta l'interezza della sua arte sia nei dipinti che nella scultura. Ripetendo la formula della sciocca faccia sorridente in tutti i tipi di scenari fumettistici ipotizzati, Yue Minjun ha trasformato se stesso in un'icona. Ha trasformato la sua filosofia in un successo e forse la portata di questo successo è il motivo stesso dell'espressione sorridente.

Testo a cura di Chang Tsong-zung

 

Incontriamo un altro fenomeno di ornamento di massa nelle 25 facce sorridenti delle sculture a grandezza naturale, erette, con le braccia sovrapposte, in jeans e t-shirt in stile americano. E' questa la modalità in cui l'artista cinese Yue Minjun rappresenta se stesso e il suo lavoro. Le sue figure sono disposte con ordine rigoroso, ma hanno un tocco di individualità che si ritrova nella strana espressione facciale e nella risata penetrante e quasi strana. La risata aliena e spaventa. A livello immediato è gelata nel materiale, poliestere; i capelli corvini sono pettinati sobriamente, artificiali, e tutte le figure hanno una grande bocca che mostra tutti i 32 denti in maniera provocatoria. L'artista sta forse evocando il diverso significato della risata nel discorso interculturale?

Il segreto potrebbe essere ricondotto al fatto che si tratta della faccia dello stesso artista, in quanto è una serie di autoritratti, clonata più e più volte nella terza dimensione. L'opera evoca associazioni dell'esercito di terracotta dell'imperatore cinese Qin Shi Huangdi (210 a.c.), le parate di massa di piazza Tienanmen e, nella tradizione europea, forse le sculture dell'artista barocco Franz Xaver Messerschmidt. Anche nelle sue facce sorridenti, il significato della risata nella cultura europea non è semplice da decifrare. E' difficile ravvedere un elemento liberatorio in questa risata che è troppo vicina al grido o è più un ghigno segreto. Roland Barthes definì enigmatico il noto sorriso asiatico nell'Impero dei segni. E' sempre impresso nel viso dell'osservatore tanto da rimanere segreto a noi?

Tuttavia ci si potrebbe trovare di fronte ad un esercito di conformisti in cerca di svago, come ce ne sono in ogni paese e in ogni cultura. Ora sono dinanzi a noi, con un ghigno malevolo, contorcendo il corpo in modo strano. Sono certamente molto distanti dal luogo d'origine delle parate di passa di un tempo dei nazionalsocialisti, ma di certo si intravede l'Ornamento di massa di Kracauer. Lo sguardo soggettivo dell'artista riapre quindi l'esperienza dell'individualità.

Il brano è stato estratto dall'introduzione di Verena Formanek (assistente ricercatrice & direzione generale ) al catalogo della mostra "Ornament and Abstraction", Fondazione Beyeler, Svizzera, 2001

 

 

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