Italia
Nino Mustica

E' innegabile che nell'estetica di Mustica la dominante è data dalla componente intellettuale. In effetti l'aspetto mentale si manifesta sistematicamente nella progettazione e nella decisione razionale del senso di sviluppo dell'opera. Senonchè, al contrario di un Robin Benson o di un Pipilotti Rist, il risultato non è freddo, ma delicato ed evocativo, spesso della memoria della natura. Il raggio luminoso - come dicevo - è il referente massimo; pertanto dimensionare un oggetto o una texture, vuoi dire sublimarlo di luce fino a ridurlo ad illusione ottica, in cui lo spazio e il tempo, l'air ambiant e l'architettura, siano confusi in una sorta di empireo visivo ed energetico.
Confondendo vicino e lontano, piano e volume, si attraversano le apparenze Kunderaiane dell' "insostenibile leggerezza dell'essere" al massimo della loro immaterialità e trasparenza. Si aboliscono le distanze per sfasare la conoscenza, produrre un effetto di sospensione sul presente. In questa tendenza, come per la musica di Cage in cui il silenzio diventa suono, Mustica continua a lavorate per pervenire ad un infinito che è finito, ad un'assenza che è presenza, approssimandosi al limite poetico del Nulla, anche se sempre si mantiene fedele all'esperienza fenomenica del reale. 

Testo a cura di Floriano De Santis


 

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