Italia
Paola Giordano

Nei lavori di Paola Giordano l’abbandono della rappresentazione mimetica della realtà oggettiva lascia il posto a una ricerca formale coniugata con la percezione visiva. La radicale semplificazione della forma conduce l’artista a un’indagine concettuale di grande impatto e al contempo di forte contenuto cromatico.

La pittrice di New Bedford (Massachussets), ma milanese d’adozione, da sempre si muove nel campo complicato degli affetti, dando maggior spazio alla sfera della femminilità. Il sesso, l’amore, la paura, la felicità, il dolore sono gli elementi da cui nascono le sue composizioni raffinate e di delicato equilibrio. Molto sintetica, la pittura della Giordano racconta in sintesi la vita di coppia con tutte le sue problematiche e i suoi affanni. E lo fa con il garbo velato di amara ironia che costituisce il suo sguardo sul mondo. Volutamente il colore rosa è una presenza quasi costante nelle tele spesso di grande formato. Ma non si tratta di una scelta di seduzione o del generico rimando a un codice depositato. Quel rosa va inteso come una sorta di avviso di lavori in corso. Sul proprio destino, sul ruolo che si vorrebbe incarnare e invece viene spesso negato. I dipinti, pitto-sculture dove fioriscono molle e fiori d’acciaio, sono disseminati di puntine da disegno. Bucati dall’esterno diventano il simbolo delle piccole insidiose ferite quotidiane che la donna qualunque subisce nella propria vita. A Paola non interessa urlare di rabbia, l’accalorarsi non si addice alla sua figura di elfo. Ma con costanza e serena determinazione l’artista ribadisce in ciascuna delle proprie opere la necessità di ribellione e l’orgoglio con cui l’altra metà del cielo combatte da sempre le proprie battaglie.

Testo a cura di Anna Caterina Bellati

 

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