GRECIA - ARISTOTELIS DELIGIANNIDIS

La costruzione/installazione cruciforme in plexiglas di Aristotelis Deligiannidis presenta segni e motivi casuali in bianco e nero. A un anno di distanza, è ancora lì, nel luogo scelto per la sua installazione iniziale en plein air in occasione di OPEN 12.
Prima che sia trasportata e installata nella sua sede finale, la biblioteca Hugo Pratt del Lido, l’artista la rielaborerà, dirigendo ancora una volta i suoi intensi gesti pittorici verso la superficie in plexiglas, questa volta servendosi del colore. L’intento non è colmare i vuoti, le superfici non interessate dal suo intervento sul materiale trasparente, bensì introdurre il colore come nuovo strato sulle zone che lo scorso anno ne sono rimaste prive, forse per ammorbidire la qualità per certi versi aggressiva spesso associata al bianco e nero. Il pubblico verrà dunque indotto a compiere un ulteriore passo verso diversioni o connotazioni interpretative rinnovate derivanti dall’aggiunta del colore percepito come sensibilità modificata o alterazione della superficie in plexiglas trasparente in un materiale meno penetrabile dallo sguardo.
Tale intervento aggiuntivo o integrativo attraverso il quale l’artista ritoccherà e reinterrogherà l’opera si propone come una sorta di riaffermazione esplicita e ironica dell’incompiutezza dell’opera d’arte, costantemente rimessa in discussione dall’artista stesso.
La costruzione/installazione trasformata, arricchita introduce un nuovo quadro concettuale che in ultima analisi consente di interpretarla come rinnovata promessa per la comprensione e la presa di coscienza delle azioni umane, una sorta di appuntamento concordato da tempo, che tuttavia si impone con la freschezza e la dinamicità di una riscoperta casuale infondendo nuove qualità e nuova vita.
 

 

Testo a cura di Thalea Stefanidou

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