ITALIA - MARGHERITA ERRANTE

Uomini affacciati su una nuova era, alla finestra del futuro che avanza cancellando un passato ingombrante. Individui che diventano spettatori dinanzi alla società moderna che procede con incalzante fretta. Esseri umani storditi dalle favole raccontate da inediti attori di una Cina che riparte dall’Anno Zero, trovando il suo inizio nelle megalitiche opere architettoniche, piramidi contemporanee sotto il quale muore, silenziosamente, il vecchio mondo. La velocità travolge migliaia di persone che abitano un continente dove non c ‘è più spazio per le consuete passeggiate in bicicletta, ma solo carreggiate create per macchine veloci e uomini senza più il loro tempo. I contadini indossano così sconosciute vesti operaie, immigrati per cercar fortuna nelle vergini megalopoli a cui tutto il mondo guarda impaurito, con la stessa sensazione di disorientamento che travolge un popolo strappato alla sua identità, cancellata dalle pesanti strutture di vetro, ferro e cemento, ormai uniche forme avveniristiche in cui il cinese può e vuole riconoscersi con orgoglio. Il mondo si è fermato qui, per ripartire da zero. 

 

Testo a cura di Jessica Anais Savoia

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