Italia - Casagrande & Recalcati

La pittura di Sandra Casagrande e Roberto Recalcati ha sottili assonanze con il linguaggio del cinema. Il fattore tempo subisce una misteriosa contrazione: come in una sequenza filmica estremamente rallentata, i petali di un peonia sembrano dispiegarsi lentamente per permettere di cogliere la sensuale materia della pittura a olio mentre descrive la superficie cremosa e come di raso del fiore, lo snodarsi graduale dei petali dal centro della corolla verso l’esterno. Con la stessa fissità leggermente ipnotica, Casagrande e Recalcati descrivono i dettagli di una gemma incisa, di un animale mitologico, di un frutto o una serie di frutti, snodano uno stesso soggetto in una serie di fotogrammi non identici fino a ottenere complessi cicli decorativi che hanno l’impatto di un’inquietante sala degli specchi, in cui veramente il tempo sembra raggiungere una stasi. Sapienti accorgimenti formali sostengono questo effetto: il punto di vista leggermente ravvicinato rende più ipnotica la descrizione dei dettagli; l’oggetto è ritagliato dallo sfondo, con un risultato che, dalla pittura di icone ai manifesti di cinema alla pubblicità all’arte Pop, è quello di concentrare l’attenzione, rendendo l’oggetto stesso (fiore, vaso, gioiello, animale) una presenza enigmatica e assoluta, come i simboli che appaiono nei sogni.

E, proprio come nei sogni (o come in un ben riuscito thriller classico), la sensazione ultima è di mistero, tanto più provocante perché viene da questa singolare esaltazione del visibile: tanto più tutto sembra spiegato, narrato, magnificato come sotto la lente di un investigatore, tanto più il significato finale di quello che stiamo vedendo ci elude, rimane remoto, inafferrabile.

 

Testo a cura di
Gloria Vallese

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