stefano bombardieri
 
ITALIA - STEFANO BOMBARDIERI

 

Dall'Iliade all'Odissea, da Esopo a Fedro, da La Fontaine al Collodi di Pinocchio, gli animali e la descrizione dei loro comportamenti sono sempre utilizzati per spiegare in termini simbolici e metaforici il senso della morale e il suo ruolo negli accadimenti della storia umana. Tutti gli autori di fiabe e racconti in cui gli animali ricoprono un ruolo principale si rifanno in sostanza al Phisiologus, antica enciclopedia composta da ignoto nel II secolo d.C. ad Alessandria d'Egitto, che contiene notizie sul regno animale ordinate secondo un sistema binario. Da un lato si espongono la natura e le caratteristiche fisiche di ogni esemplare citato, reale o immaginario che sia, dall'altro si interpreta il loro essere nel mondo, in pratica lo scopo per cui la divinità lo avrebbe messo sulla terra. Questa seconda natura dell'animale lo colloca di fatto tra la vita reale e quella spirituale. Nel Medioevo nasce una vera e propria iconografia del bestiario, rappresentazione fantastica e artistica di paure ancestrali esorcizzate attraverso il mestiere dell'artista che le reinventa scolpendole nella pietra, come avviene per esempio con le balene dalla bocca spalancata immortalate nei doccioni delle cattedrali. Questo recupero dell'animale tra creatura mostruosa e divina affonda la sua origine nel mondo classico ricco di personaggi antropomorfi in cui si mescolano caratteristiche derivanti da diversi animali. Le balene, i rinoceronti, gli elefanti, gli ippopotami e i gorilla di montagna che popolano il bestiario contemporaneo di Stefano Bombardieri si inseriscono in questo quadro storico che da secoli approfitta degli animali per raccontare gli aspetti più vari del comportamento umano. Si tratta di sculture enormi per lo più in vetroresina. Cariche di significati, rappresentano non solo la meraviglia ma incarnano anche paure, magie e colpe del mondo occidentale. Così è del gigantesco Bagaglio black che l'artista bresciano porta a OPEN 12. Nell'antichità il rinoceronte veniva identificato con l'unicorno, persino Marco Polo commette questo errore nei suoi racconti di viaggio. In seguito fu confuso con il drago. Causa del malinteso è il suo corno, collocato nel bel mezzo del naso, una caratteristica bizzarra che accende fantasie di forza e potenza. Ma il corno rappresenta per il rinoceronte una vera e propria maledizione. Per appropriarsi delle virtù e dei poteri taumaturgici che gli ha nei secoli attribuito, l'uomo da sempre stermina queste creature in una caccia crudele e altrettanto inutile. Bombardieri, artista concettuale agguerrito nella difesa degli animali, ai quali attribuisce nel proprio lavoro tutte le valenze magiche e fantastiche di cui la storia li ha rivestiti, il loro sacrosanto diritto alla vita e alla libertà, espone a Venezia Lido un Bagaglio straordinario che contiene molti elementi. Oltre ai rimandi letterari di cui si diceva, la bestia enorme schiacciata e resa inabile ricorda le grandi Compressioni di César, scultore cui Bombardieri guarda con interesse, ma rimanda anche ai numerosi viaggi in Africa compiuti dall'artista negli ultimi anni. Non è un caso che il suo rinoceronte sia così realistico e partecipato. Plinio il Vecchio lo raccontava così, “Il rhinoceros con un solo corno sul naso è il secondo nemico naturale dell'elefante. Affilato il suo corno su un sasso, si prepara al combattimento e nella lotta mira soprattutto a colpire il ventre dell'avversario". Tutt'altro che pronta al combattimento, la bestia enorme di Bombardieri con il suo sguardo triste, catturata e legata, privata della propria dignità, ricorda agli uomini la loro assoluta mancanza di umanità.

 

 

Testo a cura di Anna Caterina Bellati  

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