ACCADEMIA DI BELLE ARTI DI BOLOGNA – DIEGO ZUELLI

Stupisce constatare come l'utilizzo della computergrafica tridimensionale in arte contemporanea presenti suggestioni visive ed emozionali che si credevano superate nell'epoca dei cosiddetti new media. Questo dimostra come lo sviluppo tecnologico non abbatta completamente i ponti con il passato, anzi, ne sia una naturale evoluzione.
L'opera di Diego Zuelli avvalora questo ragionamento; l'artista utilizza le più sofisticate tecniche di ricostruzione informatica dello spazio, senza mai dimenticare di strizzare l'occhio alla storia dell'arte, sia in termini cromatici sia compositivi. Tutto questo viene fatto tenendo conto dell'epoca in cui vive, senza cadere nell'inutile ripetizione o passatismo, semmai proponendo una differente visione del mondo aggiornata alle moderne logiche. Ciò che colpisce maggiormente nel lavoro di Zuelli è la semplicità dei suoi video, puliti nella forma e abbondanti nei rimandi simbolici. Le azioni sono contenute e ripetute ciclicamente, l'assenza o la presenza minima del sonoro spostano l'attenzione sulla forma quasi ipnotica del soggetto, rigorosamente ricostruito al computer.
In Rotazione n.1 l'artista instaura un forte legame con lo spazio circostante, l'opera e l'ambiente diventano un tutt'uno e l'effetto di sfondamento prospettico la principale componente visiva. La mancanza di un'azione chiara e dirompente, sottolinea lo scarso interesse per la narrazione, accentuando invece l'inquietudine suggerita dal vortice d'acqua, che può rievocare Una discesa nel Maelström di Edgar A. Poe oppure il mare cilindrico descritto nel romanzo fantascientifico Incontro con Rama di Arthur C. Clarke. Abbiamo detto come l'arte del passato faccia ogni tanto capolino nell'epoca dello spazio simulato, non può mancare quindi una citazione a due opere tanto lontane fra loro quanto vicine all'artista: L'Assunzione della Vergine del Correggio e i Rotoreliefs di Marcel Duchamp.
 

Testo a cura di Luca Panaro