gabriele pohlmann
 
GERMANIA - GABRIELE PÖHLMANN

 …il knäckebrot visibile nei quadri è esclusivamente materiale, non contenuto: si tratta di moduli che hanno il medesimo rapporto proporzionale dell’intero formato. Se li si appendesse in aggregazioni di quattro, nove o sedici elementi, si tornerebbe sempre ad ottenere la stessa relazione che risulta da un singolo modulo. E si potrebbe continuare così all’infinito… Si tratta solo di una metafora volta a simboleggiare il tentativo di avvicinarsi all’infinitezza…
“Perché ogni singola parte è elemento costitutivo di un tutto più grande, e per quel che ne sappiamo si continua così all’infinito…” (K. Wilber)

Gabriele Pöhlmann 

Agli holons è sottesa la filosofia dell’olismo, della complessità. Holon deriva dal greco e significa tutto, intero. Punto di partenza è l’idea che il tutto sia già presente nelle sue parti e viceversa che ogni parte contenga il tutto. Il formato di questi quadri presenta una relazione di due a uno: le opere misurano due metri per uno. Si tratta di una proporzione derivante dal materiale usato per le composizioni. Sì, è davvero knäckebrot (pane croccante in sottili cialde rettangolari, N.d.T) il materiale da cui prendono forma gli screpolati nudi maschili e femminili. E qui l’artista procede in maniera molto sistematica: dopo aver ricoperto con una mano di fondo nero i robusti pannelli di particelle di legno (MDF), in una fase successiva si pressano i singoli moduli, il knäckebrot, sullo sfondo umido (in plastica), ricoprendo completamente ogni pannello. Con questo materiale mobile e fragile, tramite la distruzione della sua superficie, l’artista dà forma ai monumentali nudi. Per far ciò è necessario lavorare rapidamente, perché il pane si gonfia assorbendo in fretta l’umidità e assume una consistenza poltigliosa. È così che nascono crepe affilate ma anche la plasticità delle forme, dall’aspetto arcaicamente screpolato. Dopo l’essicazione, il rilievo viene lavorato con colore acrilico e infine conservato con poliestere. Elevando alla potenza il formato di questi quadri risultano sempre le stesse proporzioni. Vale a dire: un blocco di due quadri per due corrisponde nella sua relazione proporzionale esattamente a un quadro. E con queste elevazioni alla potenza si può proseguire all’infinito. 

Testo a cura di Gudrun Szczepanek