From la Biennale di Venezia to MACRO. International Perspectives: GOLD WATER Apocalyptic Black Mirrors II in visione al Macro di Via Nizza 

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Al MACRO di Via Nizza un nuovo accordo tra PDG Arte Comunications di Venezia e lo stesso museo, porta per la prima volta a Roma una celebre artista ecuadoregna, Maria Verónica León Veintemilla, con le opere esposte alla 56° Biennale veneziana. Il titolo Gold Water Apocalyptic Black Mirrors II, si basa sulle due più importanti risorse dell’Equador, l’acqua e l’oro che entrano in conflitto tra loro, l’acqua fonte di vita e l’oro fonte di denaro, l’una necessaria per estrarre l’altro. Le opere sono presentate site specific per il MACRO. Curatore David Rosenberg. La mostra resterà aperta fino al 17 aprile 2016. 
Emilia Dodi

 

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Quest’esposizione che si tiene in parte con grandi foto all’ingresso del MACRO e con le installazioni nella Hall, è nata dall’accordo tra il museo e PDG Arte Communications di Venezia che porterà anche in seguito altri artisti esponenti nelle Biennali per mostrare l’arte contemporanea dei diversi Paesi. Il Presidente di PDG, Paolo de Grandis, è colui che per primo ha ideato negli anni ’90 una mostra al di fuori dei padiglioni della Biennale, nei giardini. E’ stata una grande idea in quanto nei padiglioni ora ci sono 37 mostre e all’esterno 70.
Questo accordo si chiama "From La Biennale di Venezia to Macro. International Perspectives" e a settembre ci sarà la mostra di Taiwan. Maria Verónica León Veintemilla è notissima anche in Francia, vive e lavora a Dubai, artista concettuale che non vuole però dimenticare nelle sue opere gli insegnamenti del passato, ha creato proprio per la 56° Biennale di Venezia un’opera che contempla le due principali fonti dell’Ecuador, l’acqua e l’oro. Tra queste due fonti, l’artista mette in rilievo come ci sia una dicotomia in quanto per estrarre l’oro è necessario impiegare l’acqua le cui fonti vengono così distrutte. L’artista pone quindi l’accento sul futuro annientamento della natura dovuto all’avidità e al consumismo.  
Per mostrare questo ha scelto di creare dei video dove in mostra nella Hall del Macro a sinistra, c’è quello dove con l’oro virtuale l’artista entrando in comunicazione con gli antenati, lavora in un vaso l’acqua e l’oro ( in questo caso acrilico) facendo comprendere con un messaggio trascendentale come le parole: divinità, coscienza, riflessione, prevenzione, purezza e splendore, possano essere un riscatto all’avidità di questo simbolo capitalista.
A destra, sempre in un container, mostra la vitalità e l’energia dell’acqua con un video girato da lei stessa, disegnando caratteri e simboli che fanno capire tutte le fasi apocalittiche di uno stabilimento dove si imbottiglia l’acqua, creando opere con nuovi codici geometrici onde far comprendere come l’acqua e la natura debbano essere difesi e lo fa attraverso la sua arte.
All’ingresso MACRO in prossimità della scala c’è una serie di grandi foto dove con le sue maschere virtuali, l’artista si mostra coperta d’oro anch’esso virtuale, con le varie espressioni che mettono in luce tutta l’ansia globale del nostro tempo. 
Una mostra veramente interessante.
Emilia Dodi

artecommunications 2016

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