cosimo andrisano
 
ITALIA - COSIMO ANDRISANO

 

Dagli anni Sessanta e sino alla fine del Novecento, si susseguono molti movimenti e tendenze artistiche, talvolta in forte contrasto tra loro. Si sperimentano nuovi linguaggi, alcuni con chiari intenti sociali, altri completamente estranei a ogni forma di comunicazione. L'opera di Cosimo Andrisano parla in genere dei raid notturni di giovani armati di bombolette spray, i writers le cui origini affondano nella cultura underground americana. Nel panorama artistico nazionale d'inizio millennio il suo lavoro rappresenta una prosecuzione e una sintesi di quelle istanze poetiche e sociologiche, tra disincanto e speranza. I dipinti stratificati di quest'artista attento agli umori delle nostre metropoli raccontano una realtà multiforme. Con le sue costruzioni dirompenti che mescolano tecniche diverse, dal collage alla pittura, dall'inserimento di scritte alla stratificazione dei supporti, Andrisano codifica i sogni di fuga e celebrità dell'ultima generazione mescolandoli con slogan pubblicitari, fotografie, graffi, lampi di rosso e geroglifici postmoderni. Un atteggiamento in linea con il tradizionale ruolo di critica di gran parte del collage e del décollage quale tecnica artistica di denuncia. Quella di Andrisano è una complessa indagine su identità, identificazione e scarto tra generazioni. Per mettere in campo le valenze sulle quali impianta la propria poetica recupera il muro non come cosa ma come idea, costruendo dei simulacri di muri quasi totemici che possono essere appoggiati a una parete o all'occorrenza sostenersi da sé. A OPEN 12 l'artista di Mesagne porta una installazione di grande impatto che riassume le fatiche degli ultimi anni. Nella sua interezza l'opera si sviluppa su una superficie di quattro metri quadrati per quasi tre di altezza; i materiali impiegati, legno, ceramica, resine, manifesti di recupero, vetro e ferro forniscono molte notizie sul nostro mondo. “La scelta dei materiali”, dichiara l'artista, “vuole esprimere un legame fra scultura, architettura e design”. Un muro è uno schermo bianco su cui proiettare un logo, un sogno, una protesta. E se di solito nei quadri di Andrisano spiccano lettere simboleggianti il passaggio furtivo, talvolta amaro, dei ragazzi qualunque che vivono nelle megalopoli, la costruzione realizzata per Venezia Lido contiene qualcosa di più. Riproduce tracce della vita di tutti, simboli che trascorrono nei nostri occhi attraverso la televisione, i giornali, i cartelloni pubblicitari. Andrisano suggerisce una città in miniatura che attraverso il tempo si è arricchita di segni e interrogata sul proprio ruolo. Cosa sono i muri nel nostro mondo teso a omologarci in un futuro edulcorato e privo di obiezioni? Luoghi di separazione, steccati mentali o recinti di protezione? Andrisano dice “sono i segni del nostro passato-presente-futuro”. E si innalzano verso il cielo per testimoniare un antico bisogno di eternità oggi ridotto a misero sogno di possesso. 

 

 

Testo a cura di Anna Caterina Bellati