Estratto da: exibart.com
08/06/2011
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Alla 54esima Biennale di Venezia, sei nuove nazioni hanno dato un valore aggiunto alla manifestazione d'arte più importante e innovativa al mondo. Andorra, Regno dell'Arabia Saudita, Repubblica popolare del Bangladesh, Haiti, India e Iraq. Felici loro e felice l'arte di acquisire altri grandi artisti. Alcune ritornano dopo decenni di buio, altre presenti per la prima volta hanno l'onore di entrare nell'olimpo del contemporaneo.

Il nuovo, soprattutto nell'arte contemporanea é l'ambrosia della cultura. La linfa che fa vivere la Biennale e che ridà forza all'arte. ILLUMInazioni, il titolo scelto per la kermesse da Bice Curiger, ha un forte potere simbolico. Una Biennale che si richiama alla luce; mettendo in evidenza la seconda parte "nazioni" é ovvio il messaggio di ridare importanza al significato semantico della parola stessa. Il ruolo delle nazioni, per molti, é anacronistico e superato. Ed é proprio per questo che Bice Curiger ha puntato sulle nazioni per rimettere in discussione la loro identità, e restituire il potere culturale che la globalizzazione ha tolto. Il piccolo principato di Andorra nella sua prima partecipazione ufficiale esplode alla Biennale con Helena Guárdia Ribò e Francisco Sánchez. Il tutto é abilmente confezionato dai curatori Paolo De Grandis e Joseph H. Ubanch Bernada.

Helena con La Ciutat Flotant ribattezza le immagini di una nuova identità. Con artigianale precisione fotografica, manipola il normale accadere degli eventi regalandogli un nuovo significato nascosto. La visone originale é seppellita dal vero valore dei soggetti fotografati. Helena Guárdia Ribò ha l'innata capacità di risucchiare ciò che si nasconde lontano dalla vista e mostrarlo con semplicità. Un dipinto trittico che diventa impianto é L'Efimer i L'Etern di Francisco Sánchez. La fisica quantistica del movimento impercettibile dell'energia universale diventa tangibile. Palpabile. Si sente con gli occhi. Esempio massimo di come l'arte possa abbracciare la scienza e dare vita ad un connubio superiore.  

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Grazie alla Biennale molte nazioni hanno ritrovato la forza di ricominciare, di rimettersi in gioco, la gioia di toccare nuovamente la luce del sole. L'arte ha il grande potere di allontanare gli spettri della politica e dell'economia, perché é comunicazione, confronto, sfida.
L'arte non solo arte. L'arte é ARTE.