: Laos
Aligna

La naturalezza del gesto, l’opera di Aligna Sadakhom.

Non c’è affermazione più ovvia di quella che vuole il carattere e la sensibilità dell’artista rispecchiarsi nella propria opera; ma non c’è altresì affermazione più appropriata se mettiamo in parallelo il profilo sfaccettato di un artista come Aligna e la sua opera, tagliente e soave, spigolosa e tenera, necessaria come la Natura che, senza pretesa, rappresenta. Lo sguardo di Aligna è permeato delle necessità e delle restrizioni della vita di ogni giorno, vincoli che sviluppano l’ingegno e il senso pratico. È lo sguardo del bambino che ogni giorno da nuova vita al proprio giocattolo di latta. È lo sguardo dello spettatore attonito davanti allo spettacolo naturale dei fiordi norvegesi, conscio che la natura è, e sarà sempre, la più forte nel confronto con l’uomo. Dalla materia riciclata, scarto di una società miope, nuova vita si crea giorno dopo giorno. I fiori di Aligna e gli alberi e gli arbusti e i prati non simulano la natura, non decorano uno spazio: nel confronto con il luogo ritornano ad essere la natura stessa, come se bidoni, latte, tubi prodotto della tecnologia umana si ricordassero, una volta ricontestualizzati, di essere silicio, ferro, acqua, fuoco. Il gesto sapiente modella la lamiera/petalo e ‘naturalmente’ da forma a una nuova specie. Poiché le opere che noi vediamo non riproducono specie esistenti ma ne creano di nuove. E l’osservatore rimane attonito dalla nuova scoperta, certo di essere il primo a poterne osservare i dettagli, così come altre volte rimane semplicemente rapito dalla poesia di un paesaggio meraviglioso. Per questo motivo immagino che Aligna prediliga situare le proprie installazioni in luoghi e paesaggi selvaggi dove il confronto con la ‘natura forte’ è totale: un dialogo tra pari durante il quale i germogli di ferro, d’acciaio e vernice sbocciano e periscono nello spazio di poche ore, il tempo di qualche foto, colti dalla stessa mano che ne ha lanciato i semi e ne ha saldato i boccioli.

Nel descrivere la propria opera Aligna è di una semplicità quasi disarmante, determinato a voler far parlare l’opera invece dell’uomo. Ma le molteplici discussioni relative ai nostri interessi comuni ci hanno portato a riflettere sulla necessità, talvolta, di cambiare ottica per meglio capire il rapporto fra land art e architettura del paesaggio, nella volontà comune di tendere alla comprensione del mondo che ci circonda.

 

Curatore: Massimo Demicheli, architetto e paesaggista
Testo a cura di Massimo Demicheli, architetto e paesaggista
Con il supporto di M.me Nancy Chamoun - Paris
Ringraziamenti: Pierre e Julie Higonnet, Galleria del Leone - Venezia