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PADIGLIONE DELL’AZERBAIGIAN
alla 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia


From Caspian To Pink Planet: I Am Here
con opere di Vusala Agharaziyeva, Rashad Alakbarov e Irina Eldarova
a cura di Luca Beatrice e Amina Melikova


20 aprile - 24 novembre 2024
Arsenale, Campo della Tana, Castello 2126/A - 30122 Venezia
Preview: da mercoledì 17 aprile a venerdì 19 aprile 2024
Inaugurazione ufficiale: giovedì 18 aprile 2024 alle ore 12.00

La Repubblica dell’Azerbaigian presenta, in occasione della sua partecipazione alla 60. Esposizione Internazionale d’Arte - La Biennale di Venezia, il padiglione nazionale From Caspian to Pink Planet: I Am Here, realizzato dalla Fondazione Heydar Aliyev e aperto al pubblico dal 20 aprile al 24 novembre 2024 nella sede espositiva Castello 2126/A, presso l’Arsenale. 


L’esposizione, a cura di Luca Beatrice e Amina Melikova, trae ispirazione dal tema proposto dal direttore della 60. Esposizione Internazionale d’Arte Adriano Pedrosa per esplorare i diversi significati dell’espressione “Stranieri ovunque”, declinati attraverso le interpretazioni dei tre artisti selezionati da Rashad Aslanov, commissario del Padiglione: Vusala Agharaziyeva (Baku, 1990), Rashad Alakbarov (Baku, 1979) e Irina Eldarova (Mosca, 1955).


Spiega Luca Beatrice, co-curatore del Padiglione: “È bastata una veloce visita a Baku per capire l’effervescenza culturale e artistica di questo antico Paese, dove l’architettura contemporanea dialoga con la storia, la tecnologia e l’industria compiono rapidissime accelerazioni e l’arte diventa lo specchio più fedele di questo atteggiamento proiettato verso il futuro”.
Il progetto espositivo, disegnato all’atelier veneziano OSTUDIO, restituisce un ritratto contemporaneo della fervente produzione artistica azera attraverso un percorso espositivo che indaga i temi dell’identità, della provenienza e della migrazione come colonne portanti del dibattito culturale contemporaneo.

Spiega Amina Melikova, co-curatrice del Padiglione: “I tre artisti presentati appartengono a generazioni diverse e utilizzano mezzi espressivi e tecniche differenti. Tuttavia, le opere selezionate toccano, in un modo o nell'altro, situazioni che intrecciano realtà e fantasia, in cui gli individui superano l'alienazione e raggiungono un senso di appartenenza all'interno dello spazio.”
Inserendosi nel solco tracciato dai curatori, gli artisti selezionati per l’occasione hanno ideato e realizzato una selezione di opere concepite per invitare il pubblico ad addentrarsi in una delle tematiche culturali e sociali più urgenti del nostro tempo.


Vusala Agharaziyeva, nata nel 1990 a Baku trae ispirazione dal proprio vissuto personale, che include il trasferimento da una grande città a un villaggio, per esplorare il tema dell’estraneità, posto al centro di una riflessione culturale che coinvolge la storia dell’Azerbaigian. Nel dipinto Pink Planet (2023-2024) i viaggi e gli spostamenti che hanno caratterizzato la biografia dell’artista divengono veicolo ideale per la trasmissione di un comune sentire. La costante sensazione di sentirsi stranieri all’interno della propria esistenza si riverbera nei soggetti dell’opera, colti nell’atto di sbarcare su paesaggi lunari estranianti definiti da una decisa sfumatura rosa.


Rashad Alakbarov nato nel 1979 a Baku esplora il concetto del luogo di nascita e le modalità in cui questo fattore arrivi a influenzare molteplici aspetti della nostra esistenza e identità. Il suo lavoro richiama elementi architettonici come le porte, le finestre, gli specchi e i muri quali metafore dell’individuo, ponendo l’accento sul legame tra il singolo e i luoghi che ha abitato. L’installazione I Am Here (2024) vede una selezione di alte pareti disegnare un labirinto che, se osservato da una diversa prospettiva, articola il titolo dell’opera. Ogni lettera della frase “I Am Here” (“io sono qui”) compone una decisa affermazione di esistenza, indicando che una via di uscita è possibile se si è disposti a cambiare punto di vista.


Irina Eldarova nata a Mosca nel 1955 con la serie di dipinti Girls Prefer Oilmen (2013-2023) attinge alla propria storia personale. Cresciuta in Russia e da sempre attratta dal dialogo tra diverse culture e tradizioni, l’artista individua nel trasferimento in Azerbaigian un momento cruciale della propria esistenza. L’idea dello spazio geografico come luogo di scambio e fusione tra popoli emerge forte nella pratica artistica di Eldarova, che attraverso una serie di dipinti racconta la storia d’amore immaginaria tra un idealizzato lavoratore dei giacimenti petroliferi del Mar Caspio degli anni Cinquanta e la Pop Star americana Marilyn Monroe, incarnazione diretta del sogno americano che contraddistingueva il periodo. Il racconto dell’artista punta i riflettori sull’importanza di accogliere l’altro con curiosità e rispetto, in un’ottica universale di reciproca comprensione e amore.

GLI ARTISTI


Vusala Agharaziyeva (Baku, 1990) ha ottenuto il diploma in Arti decorative all'Accademia di Belle Arti dell'Azerbaigian nel 2014. Membro dell'Unione degli artisti della Repubblica dell'Azerbaigian, dal 2018 è co-fondatrice dell’organizzazione pubblica di YARADAN Project, dedicata al sostegno e alla promozione di attività creative. Nel 2023 ha fondato il centro culturale DAMIR House of Imagination a Ivanovka, Azerbaigian. Il suo lavoro è stato incluso in mostre personali e collettive fra cui: Gurama, Photo House,
Baku; 1918, Gazelli Art House, Baku; Traditional Arts Evolution, MIM Center of Modern Art, Baku; Take Me
Home, National History Museum, Baku; Muhit, YARAT, Baku.


Rashad Alakbarov (Baku, 1979) si è diplomato in Arti decorative presso l’Accademia di Belle Arti dell’Azerbaigian nel 2001. Comprendendo pittura, scultura, scenografia, video e design, la sua pratica indaga temi legati al mondo orientale e alle problematiche sociali. Il suo lavoro è stato esposto in importanti istituzioni fra cui: MOMA – Museum of Contemporary Art, Baku; Delfina Foundation, Londra; Heydar Aliyev Center, Baku; MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, Roma; MOCAK – Museum of Contemporary Art, Cracovia; Kunsthistorisches Museum, Vienna; Multimedia Art Museum, Mosca; Phillips de Pury & Company, London.


Irina Eldarova (Mosca, 1955) ha frequentato l’Accademia di Belle Arti, Scultura e Architettura Ilya Repin a San Pietroburgo dal 1975 al 1979 e l’Accademia Surikov di Mosca dal 1980 al 1982, dove è stata allieva di Boris Dehterev. Accanto alla pittura, Eldarova ha sviluppato importanti progetti editoriali in Azerbaigian, Russia, Kazakistan e Uzbekistan. Fra le sue mostre personali e collettive figurano: Make Yourself an Island,
Museum of Azerbaijan Painting Center for Contemporary Art, Baku, Man as a Brand, MOMA Museum of Contemporary Art, Baku: Girls Prefer Oil men , Academy of Arts of the Russian Federation, Mosca; Fly to Baku, MAXXI Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo; Velvet Confessions, Triumph Gallery, Mosca.


I CURATORI


Luca Beatrice è nato nel 1961 a Torino, dove vive. Laureato a Torino in Storia del cinema alla Facoltà di lettere all’Università di Torino, è curatore e critico d’arte contemporanea.
Ha scritto sulle riviste d’arte Tema Celeste, Arte e Flash Art. Viene nominato curatore della Biennale di Praga (2003- 2005) e commissario alla sezione Anteprima della XIV Quadriennale di Roma (2004). Nel 2009 è stato scelto come curatore del Padiglione Italia alla 53. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia. Dal 2010 al 2018 è stato presidente del Circolo dei lettori di Torino. E’ componente del Nucleo di valutazione per la Scuola dei Beni e delle Attività Culturali. Il 7 febbraio 2024 è stato nominato Presidente della Quadriennale di Roma.
Tra le mostre più recenti, l’antologica di Andy Warhol al Palazzo Ducale di Genova (2016) e di Edward Hopper a Palazzo Fava, Bologna, e Vittoriano, Roma (2015-2016), le collettive Jackson Pollock e la Scuola di New York, Palazzo Reale, Milano e Vittoriano, Roma 2018, Easy Rider. Il mito della motocicletta come arte, Reggia di Venaria 2018, Warhol and friends, Palazzo Albergati, Bologna 2018, Diabolik alla Mole, Museo del cinema, Torino 2021, Carlo Levi, GAM Torino 2022, Giacomo Soffiantino, Fondazione Ferrero, Alba 2022, Alberto Moravia e la critica d’arte, GAM, Torino marzo 2023, Marco Tamburro, MAXXI, Roma 2023
Per Gallerie d’Italia. Intesa Sanpaolo ha curato al Palazzo Zevallos di Napoli le mostre dedicate a New York, Londra, Berlino e Los Angeles, e la rassegna Futuro presso il Palazzo Leoni Montanari di Vicenza (2020).
Ha pubblicato numerosi saggi di critica d’arte e musicale: Da che arte stai?, Pop, Sex e Nati sotto il Biscione per Rizzoli; le biografie di Renato Zero e Lucio Dalla per Baldini & Castoldi, Canzoni d’amore per Mondadori, Arte e libertà? per Giubilei Regnani. Nel febbraio 2021 è uscito il saggio Da che arte stai? Dieci lezioni sul contemporaneo (Rizzoli), nel settembre 2023 esce Le vite. Racconto provinciale dell’arte italiana (Marsilio).


Amina Melikova è direttrice del dipartimento Mostre ed Eventi del Centro Heydar Aliyev a Baku.
Si è specializzata presso l’Università di Baku e ha oltre vent’anni di esperienza nel settore museale. È stata a capo del Dipartimento Sviluppo e Relazioni Internazionali del Museum Center of the Ministry of Culture and Tourism della Repubblica dell’Azerbaigian dal 1999 al 2009; ha diretto le relazioni internazionali del National Museum of Art di Baku dal 2009 al 2018; ha diretto il Icherisheher History Museum di Baku dal 2018 al 2023. Tra i riconoscimenti che ha conseguito figura il titolo di Honored Culture Worker of Azerbaijan (2017) ed è membro della Artists’ Union of the Republic of Azerbaijan dal 2011.
Tra le pubblicazioni che ha curato figurano Gurama, Art of patchwork nel 2022, Kelagayi Art nel 2018, Shirvanshakhs’ heritage in the World’s Museums nel 2018, Oil and Art nel 2013, Azerbaijan Oil nel 2010, Nobels and Baku Oil nel 2009.


Commissario
Ambassador Rashad Aslanov


Artisti
Vusala Agharaziyeva
Rashad Alakbarov
Irina Eldarova


Curatori
Luca Beatrice
Amina Melikova


Assistenti curatori
Giorgia Achilarre
Jabir Mammadli


Executor
Heydar Aliyev Foundation, Baku, Azerbaijan

Coordinatori
Paolo De Grandis
Carlotta Scarpa
PDG Arte Communications


Architectural design
OSTUDIO, Venezia


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PCM Studio di Paola C. Manfredi

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