Rotella De Grandis Restany

Morto l'artista Mimmo Rotella
Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/


Morto l'artista Mimmo Rotella

Si è spento a Milano, aveva 88 anni

E' morto a Milano l'artista Mimmo Rotella. Lo si è appreso da fonti vicine alla famiglia. Rotella, che era ricoverato all'ospedale Fatebenefratelli del capoluogo lombardo, era nato a Catanzaro nel 1918 ed aveva 88 anni. L'artista, uno dei più grandi esponenti del Novecento, è divenuto celebre per il suoi décollages: quadri ottenuti con sovrapposizioni di manifesti strappati dai muri.

 

La biografia
Conseguita la maturità artistica presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli, si stabilisce a Roma nel 1945. Dopo gli inizi figurativi e le prime sperimentazioni, Rotella elabora una maniera d'espressione pittorica di matrice neo-geometrica. La partecipazione alle esposizioni inizia nel '47 alla Mostra Sindacale di Arti Figurative e a tutte le annuali dell'Art Club fino al '51, sia a Roma che a Torino. Nel 1949, come metodo espressivo alternativo, inventa la poesia fonetica, detta dallo stesso 'epistaltica' (un neologismo privo di senso): un insieme di parole, anche inventate, di fischi, suoni, numeri e iterazioni onomatopeiche. La prima personale, con opere astratto-geometriche, è del 1951, alla Galleria Chiurazzi di Roma, esposizione che riscuote poco favore presso la critica.

Nel 1951 ha un primo contatto con gli artisti francesi, esponendo a Parigi al 'Salon des Realistes Nouvelles'. Tra il 1951 ed il 1952, ottiene l' assegnazione di una borsa di studio da parte della Fullbright Foundation, grazie alla quale può andare negli Stati Uniti in qualità di 'Artist in Residence', all'Università di Kansas City, realizzandovi una grande composizione murale ed incidendo poemi fonetici con accompagnamento di strumenti a percussione. Alla Harvard University di Boston si esibisce in una performance di poesia fonetica e ne registra altre per The Library Congress of Washington. Sempre nel 1952 realizza la seconda esposizione personale alla Rockhill Nelson Gallery di Kansas City.

Negli Stati Uniti ha, comunque, l'opportunità di conoscere i rappresentanti delle nuove correnti artistiche: Rauschemberg, Oldenburg, Twombly, Pollock e Kline. Tornato a Roma, nel 1953, ha un lungo periodo di crisi, durante il quale interrompe la produzione pittorica. Convinto che tutto in arte fosse già stato fatto, ha improvvisamente quella che egli stesso definisce "illuminazione Zen": la scoperta del manifesto pubblicitario come espressione artistica, come messaggio della città. Così nasce il 'decollage' (inizialmente collage), incollando sulla tela pezzi di manifesti strappati per strada, adottando il collage dei cubisti e contaminandolo con la matrice dadaista e dissacratice dell' 'objet trouve". Nel corso del 1955, a Roma, in una mostra intitolata 'Esposizione d'arte attuale', espone per la prima volta il 'manifesto lacerato'.

Alla fine degli anni '50, Rotella, già identificato dalla critica come esponente della 'Giovane Pittura Romana', è etichettato come 'strappamanifesti' o come 'pittore della carta incollata'. Di notte, armato di temperino, strappa non solo manifesti, ma anche pezzi di lamiera e di zinco dalle intelaiature delle zone d' affissione del Comune di Roma. Nel 1958 riceve a Roma la visita del critico francese Pierre Restany, con il quale inizia un lungo sodalizio. Utilizzando prodotti tipografici, fra il 1967 e il 1973 realizza gli Art-typo, prove di stampa scelte e riprodotte liberamente sulla tela. Con questo procedimento si diverte ad accavallare e sovrapporre le immagini pubblicitarie. Agli inizi degli anni Settanta esegue alcuni lavori intervenendo sulle pagine pubblicitarie delle riviste con l'impiego di solventi e riducendole o allo stadio di impronta (frottage) o semplicemente cancellandole (effa‡age).

Due anni dopo, nel 1972, pubblica una audace autobiografia dal titolo 'Autorotella'. Le 'Plastiforme' nascono nel 1975: manifesti strappati posti su supporto di poliuretano con l'intento di conferire loro una dimensione tridimensionale. Lasciata Parigi per stabilirsi a Milano (1980), negli anni Ottanta elabora le 'blanks' o coperture d' affiches: manifesti pubblicitari azzerati, ricoperti da fogli bianchi, come avviene per la pubblicità scaduta, secondo un'operazione concettuale. Nel 1984 riprende i pennelli ed i colori acrilici per realizzare il secondo ciclo di opere dedicate al cinema: Cinecittà 2. Nel 1992 riceve da parte del ministro della Cultura francese, Jack Lang, il titolo di Officiel des arts et des Lettres. E' invitato al Guggenheim Museum di New York nel 1994 in 'Italian Metamorphosis', ancora al Centre Pompidou nel 1996 in 'Face a' l' Histoire' e nel 1996 al Museum of contemporary art di Los Angeles in 'Halls of Mirrors', una mostra che successivamente viene portata in giro per il mondo, Roma compresa. Al cinema di Federico Fellini dedica nel 1997 il ciclo di opere 'Felliniana'. Nel 1996 l'inaugurazione di una sua mostra, primo caso in Italia, viene diffusa on line su internet.